mercoledì 31 marzo 2010

L - Inseguendo Sarshan fino al Caos Elementale

Kythorn 10, Anno del Senza Età (1479 c.v.)
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Viste le mostruosità intraviste da Eliphas nella grotta, gli eroi si prendono qualche minuto di tempo per decidere il da farsi. I pareri sono abbastanza discordanti e non si arriva a una scelta unanime ma passa la proposta del mago di tentare con un po’ di diplomazia. Alcuni dei compagni sono alquanto scettici che l’idea di Syren possa funzionare ma lo lasciano andare lo stesso.

Mentre il fattucchiere si inoltra verso il centro della caverna sotterranea l’umano col volto sfregiato al centro di essa si volta stupito verso di lui: “Salve” dice l’eladrin mentre continua ad avanzare verso la stanza “chi va là?” domanda con stupore l’uomo “sono Syren, mi trovavo all’interno della torre che avete distrutto, abbiamo ucciso i vostri draghi, le conviene arrendersi!” “neanche i miei draghi sono riusciti a fermarvi... è troppo tardi…
Uccidetelo!” ordina l’umano al centro della stanza senza scomporsi “E’ tardi, troppo tardi ormai…” dopo aver pronunciato queste ultime parole con un tono stranamente triste una nube di oscurità magica lo avvolge completamente facendolo scomparire alla vista di Syren.

Il mago, concentrato ad osservare l’umano che spariva, non si accorge dell’incantesimo che gli viene lanciato dal Signore dei Teschi che lo fa schiantare contro il muro alle sue spalle. I suoi alleati sbucano fuori dal tunnel e si posizionano nello stretto corridoio che conduce all’ampio antro di roccia. Syren, che si è ripreso dallo schianto contro la parete, inonda letteralmente la caverna con due gigantesche palle di fuoco che esplodono colpendo efficacemente i nemici. Erystelle ed Eliphas iniziano a scagliare fiumi di frecce sui non morti di fronte a loro concentrandosi soprattutto sul mostro a tre facce scheletriche.
Due gigantesche ombre si avvicinano al gruppo che, per ora, sta fronteggiando gli avversari dalla distanza. Gurdis si accorge però che non sono nemici così temibili e con pochi colpi mirati riesce a ricacciarli nelle tenebre in cui sono nate. Continuando a scagliare frecce e magie sul Signore dei Teschi piano piano gli eroi riescono a mandargli in frantumi una delle sue facce, limitando così i poteri arcani del mostro non morto.

Lo scontro non sembra particolarmente impegnativo nonostante gli eroi siano ancora spossati per la battaglia con i draghi e, una volta eliminato il Signore dei Teschi, la battaglia va in discesa per gli avventurieri che uccidono i non morti rimanenti e ora sono pronti ad affrontare Sarshan. Quando però la nube magica scompare Sarshan è sparito. Al suo posto Syren e Gurdis trovano un circolo di rune collegate ad un portale stabile. I due arcanisti non capiscono di preciso dove esso conduca ma, sicuramente, si tratta di un altro piano dimensionale e, siccome Sarshan non può che essere fuggito grazie a quel portale, decidono di riattivarlo.

Il rituale è però lungo ed obbliga Syren a stare sveglio per dodici ore negandogli la possibilità di riposare. Intanto Eliphas decide di esplorare il resto delle gallerie non trovando però nulla di interessante. Il drow torna nella caverna mentre tutti dormono tranne, ovviamente, il mago che continua a rievocare il portale magico; gli da una pacca amichevole sulla spalla e si sdraia per riposare.
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Kythorn 11, Anno del Senza Età (1479 c.v.)
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Passate diverse ore il mago del gruppo riesce a riattivare il portale e, velocemente gli amici lo attraversano.
Lo spettacolo alla loro uscita dal varco magico è spaventosa … Galleggiando su una lastra di pietra sopra un mare di fuoco che sembra non avere fine, gli eroi rimangono affascinati davanti a questo nuovo piano di esistenza, dove sembra anche esserci una gravità diversa da quella a cui erano abituati su Faerun.
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In lontananza brillano delle cupole d’oro che, a detta di Syren, sono quelli dei meravigliosi palazzi della Città d’Ottone, città mitica che lo stesso mago non credeva reale... questo può significare una sola cosa: hanno inseguito Sarshan fino al Caos Elementale, il piano d’esistenza più catico ed irrazionale, dimora degli elementali, degli Efreeti e dei Primordiali, gli antichi nemici degli Dei.
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Rapiti da tanta meraviglia gli eroi vengono presto risvegliati dalla vista di due Githianki sulla riva di un isolotto poco lontano da loro, al centro del quale si erge un’alta torre di ossidiana: probabilmente Sarshan è passato da lì e quindi bisogna approdare.

Oltre ai due guerrieri githianky sulla riva, su altre isole di terra galleggianti sul mare di fuoco si trovano un mostro l’elementale, un dragone senz’ali ed un Duergar, che iniziano ad attaccare gli eroi di Overlook appena arrivati dal mondo dei mortali.

Il primo a finire in guai seri è Eliphas che, colpito da un potente attacco del Duergar, perde l’equilibrio e viene spinto nel mare di fuoco. Ormai vicinissimo ad una morte atroce, il ranger viene afferrato per i capelli da uno stregone di razza dragonide, di nome Boranell, che si trovava in esplorazione in questa ribollente zona del Caos Elementale, che lo riporta al sicuro sulla zattera di pietra e si unisce al gruppo degli avventurieri.


Syren, ormai allo stremo delle forze per tutte le fatiche del giorno, crea un muro illusorio che limita l’avanzata dei nemici. Erystelle con due frecce potenti e rapide spinge il Duergar nella lava, Gurdis si concentra sull’elementale di fuoco insieme al nuovo arrivato Boranell.

Il drow invece, ripresosi dallo spavento decide di allontanarsi dai compagni per evitare di bersaglo delle palle di fuoco lanciate dal mostro, decide di saltare verso un’altra lastra di pietra vicina a quella dove lui e i suoi compagni stanno combattendo. Il drow prende una buona rincorsa ed il salto sembra facile ma, all’ultimo secondo, inciampa in una crepa e arriva sulla zattera li vicino di misura e nonostante la gamba sia rimasta gravemente ustionata dal contatto con la lava.

Gurdis, anche se irritato per l’avventatezza di Eliphas, prega Erathis affinché possa guarire il suo amico.Intanto lo stregone è alle prese con l’elementale che si è ora trasformato in una creatura di ghiaccio, irritato dal mostro gli si scaglia contro con una testata vigorosa spingendolo fuori dalla lastra e facendolo affondare nel magma sottostante.
Ben presto anche uno dei due guerrieri Githianki e il lucertolone sputa fuoco vengono sconfitti e, l’altro guerriero, unico nemico sopravvissuto, è costretto ad arrendersi capendosi sconfitto.

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