mercoledì 31 marzo 2010

L - Inseguendo Sarshan fino al Caos Elementale

Kythorn 10, Anno del Senza Età (1479 c.v.)
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Viste le mostruosità intraviste da Eliphas nella grotta, gli eroi si prendono qualche minuto di tempo per decidere il da farsi. I pareri sono abbastanza discordanti e non si arriva a una scelta unanime ma passa la proposta del mago di tentare con un po’ di diplomazia. Alcuni dei compagni sono alquanto scettici che l’idea di Syren possa funzionare ma lo lasciano andare lo stesso.

Mentre il fattucchiere si inoltra verso il centro della caverna sotterranea l’umano col volto sfregiato al centro di essa si volta stupito verso di lui: “Salve” dice l’eladrin mentre continua ad avanzare verso la stanza “chi va là?” domanda con stupore l’uomo “sono Syren, mi trovavo all’interno della torre che avete distrutto, abbiamo ucciso i vostri draghi, le conviene arrendersi!” “neanche i miei draghi sono riusciti a fermarvi... è troppo tardi…
Uccidetelo!” ordina l’umano al centro della stanza senza scomporsi “E’ tardi, troppo tardi ormai…” dopo aver pronunciato queste ultime parole con un tono stranamente triste una nube di oscurità magica lo avvolge completamente facendolo scomparire alla vista di Syren.

Il mago, concentrato ad osservare l’umano che spariva, non si accorge dell’incantesimo che gli viene lanciato dal Signore dei Teschi che lo fa schiantare contro il muro alle sue spalle. I suoi alleati sbucano fuori dal tunnel e si posizionano nello stretto corridoio che conduce all’ampio antro di roccia. Syren, che si è ripreso dallo schianto contro la parete, inonda letteralmente la caverna con due gigantesche palle di fuoco che esplodono colpendo efficacemente i nemici. Erystelle ed Eliphas iniziano a scagliare fiumi di frecce sui non morti di fronte a loro concentrandosi soprattutto sul mostro a tre facce scheletriche.
Due gigantesche ombre si avvicinano al gruppo che, per ora, sta fronteggiando gli avversari dalla distanza. Gurdis si accorge però che non sono nemici così temibili e con pochi colpi mirati riesce a ricacciarli nelle tenebre in cui sono nate. Continuando a scagliare frecce e magie sul Signore dei Teschi piano piano gli eroi riescono a mandargli in frantumi una delle sue facce, limitando così i poteri arcani del mostro non morto.

Lo scontro non sembra particolarmente impegnativo nonostante gli eroi siano ancora spossati per la battaglia con i draghi e, una volta eliminato il Signore dei Teschi, la battaglia va in discesa per gli avventurieri che uccidono i non morti rimanenti e ora sono pronti ad affrontare Sarshan. Quando però la nube magica scompare Sarshan è sparito. Al suo posto Syren e Gurdis trovano un circolo di rune collegate ad un portale stabile. I due arcanisti non capiscono di preciso dove esso conduca ma, sicuramente, si tratta di un altro piano dimensionale e, siccome Sarshan non può che essere fuggito grazie a quel portale, decidono di riattivarlo.

Il rituale è però lungo ed obbliga Syren a stare sveglio per dodici ore negandogli la possibilità di riposare. Intanto Eliphas decide di esplorare il resto delle gallerie non trovando però nulla di interessante. Il drow torna nella caverna mentre tutti dormono tranne, ovviamente, il mago che continua a rievocare il portale magico; gli da una pacca amichevole sulla spalla e si sdraia per riposare.
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Kythorn 11, Anno del Senza Età (1479 c.v.)
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Passate diverse ore il mago del gruppo riesce a riattivare il portale e, velocemente gli amici lo attraversano.
Lo spettacolo alla loro uscita dal varco magico è spaventosa … Galleggiando su una lastra di pietra sopra un mare di fuoco che sembra non avere fine, gli eroi rimangono affascinati davanti a questo nuovo piano di esistenza, dove sembra anche esserci una gravità diversa da quella a cui erano abituati su Faerun.
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In lontananza brillano delle cupole d’oro che, a detta di Syren, sono quelli dei meravigliosi palazzi della Città d’Ottone, città mitica che lo stesso mago non credeva reale... questo può significare una sola cosa: hanno inseguito Sarshan fino al Caos Elementale, il piano d’esistenza più catico ed irrazionale, dimora degli elementali, degli Efreeti e dei Primordiali, gli antichi nemici degli Dei.
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Rapiti da tanta meraviglia gli eroi vengono presto risvegliati dalla vista di due Githianki sulla riva di un isolotto poco lontano da loro, al centro del quale si erge un’alta torre di ossidiana: probabilmente Sarshan è passato da lì e quindi bisogna approdare.

Oltre ai due guerrieri githianky sulla riva, su altre isole di terra galleggianti sul mare di fuoco si trovano un mostro l’elementale, un dragone senz’ali ed un Duergar, che iniziano ad attaccare gli eroi di Overlook appena arrivati dal mondo dei mortali.

Il primo a finire in guai seri è Eliphas che, colpito da un potente attacco del Duergar, perde l’equilibrio e viene spinto nel mare di fuoco. Ormai vicinissimo ad una morte atroce, il ranger viene afferrato per i capelli da uno stregone di razza dragonide, di nome Boranell, che si trovava in esplorazione in questa ribollente zona del Caos Elementale, che lo riporta al sicuro sulla zattera di pietra e si unisce al gruppo degli avventurieri.


Syren, ormai allo stremo delle forze per tutte le fatiche del giorno, crea un muro illusorio che limita l’avanzata dei nemici. Erystelle con due frecce potenti e rapide spinge il Duergar nella lava, Gurdis si concentra sull’elementale di fuoco insieme al nuovo arrivato Boranell.

Il drow invece, ripresosi dallo spavento decide di allontanarsi dai compagni per evitare di bersaglo delle palle di fuoco lanciate dal mostro, decide di saltare verso un’altra lastra di pietra vicina a quella dove lui e i suoi compagni stanno combattendo. Il drow prende una buona rincorsa ed il salto sembra facile ma, all’ultimo secondo, inciampa in una crepa e arriva sulla zattera li vicino di misura e nonostante la gamba sia rimasta gravemente ustionata dal contatto con la lava.

Gurdis, anche se irritato per l’avventatezza di Eliphas, prega Erathis affinché possa guarire il suo amico.Intanto lo stregone è alle prese con l’elementale che si è ora trasformato in una creatura di ghiaccio, irritato dal mostro gli si scaglia contro con una testata vigorosa spingendolo fuori dalla lastra e facendolo affondare nel magma sottostante.
Ben presto anche uno dei due guerrieri Githianki e il lucertolone sputa fuoco vengono sconfitti e, l’altro guerriero, unico nemico sopravvissuto, è costretto ad arrendersi capendosi sconfitto.

venerdì 26 marzo 2010

IL - Sangue chiama Sangue: La fine di Xaracos

Kythorn 10, Anno del Senza Età (1479 c.v.)
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Gli eroi, dopo aver riposato nella caverna, si avventurano nel portale magico riaperto da Syren.Appena varcata la soglia magica si ritrovano su un ampio isolotto quasi completamente occupato da una Quercia colossale.
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Il posto è famoso, e si trova a pochi chilometri a sud dalla torre, ma le limacciose acque che un tempo circondavano l’albero millenario, sono ora state sostituite dalla misteriosa lava dai riflessi violacei già vista in precedenza.La piattaforma su cui poggia il portale magico è a un’altezza di circa venti piedi dal terreno e una ripida scala intagliata nel lego conduce fino alla base della pianta.
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Eliphas grazie al suo fine udito sente un rumore che lo insospettisce e, balzando sulla radice più vicina, aggira l’albero per avvicinarsi al rumore. Intanto il resto del gruppo inizia la difficoltosa discesa.Lo spettacolo davanti agli occhi dell’elfo oscuro è tale che lo shock lo blocca: due giovani esemplari di drago stanno placidamente accucciati dal lato opposto rispetto a quello di arrivo del gruppo.
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La reazione delle due creature però è immediata. Il drago verde scatta velocemente verso il ranger che fa appena in tempo ad avvertire i suoi compagni del pericolo e a scagliare una freccia per essere poi afferrato dal gigantesco mostro. I compagni del drow si girano in tempo per vedere il compagno che viene afferrato dagli artigli del Drago, sguainano le armi e la battaglia inizia.
L’altro Drago è un drago Rosso, la specie più potente e malvagia dei draghi; il mostro si alza in volo placidamente e raggiunge il compagno dall’altra parte dell’albero. Se la vista del primo drago ha allarmato il gruppo, veder arrivare questo secondo invece, riempie gli eroi di rabbia. Una rabbia antica che richiede vendetta… l’antico mostro che si trovano di fronte infatti, non è un drago qualunque … è Xaracos, il responsabile della morte di Uther ed Heian!
Gurdis ed Erystelle lo riconoscono subito, e ricordando il sacrificio del loro compagno per farli fuggire in salvo si lanciano senza esitazione contro i due draghi. Lo stesso Xaracos riconosce gli omuncoli che lo avevano liberato dalla sua schiavitù e, con un ghigno carico di malvagità si avvicina per spazzare via una volta per tutte quelle fastidiose spine nel fianco.
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La situazione è critica, i draghi sono nemici formidabili che mischiano un’acuta intelligenza con una forza fisica impressionante! Il verde, dopo aver afferrato il drow, sembra intenzionato a lasciarlo cadere facendolo sfracellare al suolo. Eliphas, impotente, prova a smuovere gli artigli della bestia senza successo, la morsa d’acciaio che lo trattiene è troppo stretta. Ormai rassegnato ad una disonorevole morte, smette di dimenarsi ed attende la fine…
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Pochi istanti dopo però si ritrova, incredulo, in piedi sano e salvo sulla radice della quercia. Il merito è del mago Syren che con un incantesimo mirato ed efficace fa cadere a terra il drago e trasporta magicamente il compagno al sicuro. Ora però si trova nei guai anche lui, il drago rosso è diretto verso di lui e il verde quando si rialzerà non sarà affatto contento. Intanto ,l’altro ranger del gruppo si allontana dal gruppo per limitare i danni della letale fiammata dei mostri e per avere una linea di tiro migliore e, dirigendo i colpi sullo stesso bersaglio dei compagni inizia a cercare di penetrare le dure scaglie dei draghi.
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Gurdis rimane invece bloccato insieme a Syren all’inizio del camminamento, terrorizzati dalla presenza del giovane drago rosso. Per diverso tempo i due rimangono bloccati e, nonostante le fiammate di Xaracos non riescono a mouversi dai loro posti, lasciando Erystelle ed Eliphas a combattere da soli.
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Mentre il drow viene ignorato dai draghi, l'eladrin è invece bersaglio degli attacchi del verde che lo portano vicino alla morte. Il leader del gruppo è in condizioni critiche, gli attacchi di Xaracos lo stanno uccidendo e lui non riesce a reagire dalla paura. E’ di nuovo Syren che salva la situazione guarendo magicamente il nano che, come risvegliatosi da un brutto sogno, imbraccia con decisione l’ascia e, dopo aver benedetto i suoi compagni, inizia ad attaccare la nemesi di Uther… “Sangue chiama sangue!!”
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Il chierico, affiancato dal mago, inizia finalmente a danneggiare il nemico, unendo i suoi attacchi a quelli dei compagni arceri, contro i figli di Tiamat che, uno dopo l'altro, crollano ai piedi dell'enorme quercia millenaria.
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Ripreso fiato il leader degli Eroi di Overlook si avvicina sprezzante al corpo morente di Xaracos: "E’ ora di raggiungere le fiamme degli inferi, mostro". Il drago lo guarda con disprezzo mentre il discepolo di Erathis solleva l’ascia sopra la sua testa "Per Uther!" grida il nano mentre il suo colpo possente taglia di netto il collo della bestia.
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Attimi di silenzio passano prima che tutti gli avventurieri inizino ad esplorare l’isolotto. "Ehi! Qui c’è un tunnel, sembra che si inoltri in profondità sotto l’albero" grida il drow ai compagni. Gli alleati si avvicinano ad Eliphas ed è Gurdis a prendere la parola: "Eliphas, Erathis non mi ha donato occhi che possano penetrare le tenebre, e neanche ai tuoi compagni, quindi va e dicci se c’è qualche altro dannato lucertolone lì sotto!"
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Silenzioso come una foglia che cade, il ranger scivola nell’oscurità. Il tunnel che lo circonda sembra molto antico, ma un tratto si biforca rivelando una parte che sembra di nuova costruzione. Dato che il tunnel è molto lungo tutti i compagni decidono di seguire la parte nuova e, con non poche difficoltà giungono ad una scala che scende verso un’ampia camera, nella quale scorgono alcune creature non morte, un Signore dei Teschi, ed un uomo avvolto in una rozza veste di juta, con la faccia completamente devastata da profonde cicatrici: Sarshan !

giovedì 18 marzo 2010

XLVIII – Sulle tracce di Sarshan

Kythorn 9, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Gli avventurieri continuano la discesa della torre di Falrinth e, giunti al secondo piano, trovano distesi a terra, senza conoscenza, lo stesso Falrinth, Sylen (l’elfo compagno di Megan) ed un eladrin vestito alla maniera degli incantatori, tutti rimasti senza sensi coinvolti dal crollo di parte del soffitto durante la scossa tellurica.

Gurdis soccorre i tre che rinvengono prontamente e non sembrano aver subito ferite gravi. Mentre il proprietario della torre e Sylen Leafrunner salgono sul tetto per raggiungere Megan Swiftblade, l’eladrin si presenta al gruppo: dice di chiamarsi Syren, di essere un avventuriero dedito alle arti arcane e di trovarsi nella torre in qualità di amico di Falrinth dal quale si era recato in visita. Vorrebbe dare un aiuto al gruppo nella ricerca della causa che ha provocato il terremoto e la fuoriuscita del terrificante fiume di lava che ha investito il villaggio di Talar, e, vista la prematura scomparsa della ladra Airys, gli Eroi di Overlook accettano di buon grado la sua offerta.

Scesi al primo piano della torre, gli avventurieri trovano che una porzione del pavimento è crollata ed Erystelle sente una voce femminile proveniente dal basso, dove non dovrebbe esserci altro che le fondamenta dell’edificio, che sembra recitare un qualche rituale. Gli incantatori rituali del gruppo si avvicinano all’apertura per ascoltare, e comprendono che la donna sta terminando l’esecuzione di un rituale di Portale Collegato.

Sbirciando silenziosamente, gli avventurieri vedono che a recitare il rituale è una strega Shadar-kai. Con lei, in una ampia caverna sotterranea illuminata dai bagliori rossi e violacei di un fiume di lava che fuoriesce da alcune grosse condotte, ci sono due guerrieri Githyanki in armature di piastre ed una mezza dozzina di uomini lucertola.



I due ranger del gruppo incoccano le loro freccie e colpiscono la strega prima che questa si accorga della presenza degli avventurieri, dopodichè Eliphas si getta senza esitazione nell’apertura, e nonostante il salto di oltre quattro metri non riporta particolari danni. Lo scontro si accende, e si sviluppa su due piani, quello inferiore dove gli uomini lucertola cercano di proteggere la strega affinchè possa terminare il suo rituale e quello superiore, dove i due Githyanki sono volati per intercettare gli intrusi.

Dopo qualche istante, tutti i combattenti sono al piano inferiore e la strega viene spinta in mezzo al flusso di lava dalle potenti freccie di Erystelle e di Eliphas che la condannano ad una morte atroce. Nel frattempo, uno dei due guerrieri githyanki si lascia sfuggire un nome che interessa particolarmente agli Eroi di Overlook: quello di Sarshan, che sembra essere il mandante di questa spedizione.

Gurdis e compagni, combattendo caparbiamente, lasciano sul terreno tutti gli avversari, dopodichè è proprio il nano a dirigersi verso le condutture e ad interrompere l’afflusso dello strano liquido infuocato agendo su una grosas saracinesca. Terminato lo scontro, Syren si dirige immediatamente verso il circolo di rune tracciato sul pavimento dove la strega stava eseguendo il suo rituale ed studia con attenzione le rune tracciate sul terreno: corrispondono alle coordinate di un portale permanente localizzato nei pressi di una zona paludosa situata a poche miglia a sud, chiamata la Vasta Palude.

Gli avventurieri hanno già utilizzato molte risorse, e decidono pertanto di concedersi qualche ora di sonno per recuperare un pò di energie.

Kythorn 10, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Gli avventurieri, appena terminato il riposo, decidono di mettersi subito sulle tracce di Sarshan: Gurdis e Syren recitano insieme un rituale e attivano il portale di teletrasporto: dopo pochi istanti un portale appare nei pressi del cerchio di rune e gli Eroi dìi Overlook lo attraversano uno dopo l’altro, ritrovandosi all’uscita di un portale permanente situato in cima ad un’alta piattaforma in legno.

La piattaforma, alta una dozzina di metri, è stata costruita adiacente ad un’enorme quercia che si erge su un piccolo isolotto di terra circondato da un lago di lava infuocata. Tutt’attorno una foschia impenetrabile occlude completamente la vista.



martedì 9 marzo 2010

XLVII - Un Addio Prematuro

Kythorn 9, Anno del Senza Età (1479 c.v.).
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Dopo aver sconfitto senza troppi problemi le creature emerse dalla lava, gli Eroi si dirigono in fretta verso la torre, vedendo la loro amica Megan sul balcone, sorretta da una piccola figura.La leader dei Cavalieri Liberi appare ferita e la torre in cui si trova sembra sul punto di sprofondare da un momento all’altro … Ayris non ha tempo da perdere per cercare una via comoda per raggiungere la terrazza e, con un gesto atletico notevole, salta sopra la lava colante e raggiunge la guerriera. I suoi compagni la raggiungono passando per un percorso più lungo ma più sicuro e alla fine si ritrovano all’ingresso insieme.
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Megan non sembra così felice di vedere gli Eroi di Overlook ma la faccenda è secondaria al momento: la torre è molto instabile e pericolosa e Falrinth, così come Sylen Leafrunner potrebbero essere ancora vivi ai piani inferiori.
Erystelle decide di scendere la scala a chiocciola che porta al piano inferiore in perlustrazione, il buio impenetrabile non gli permette di vedere nulla ma, grazie al suo udito fine, sente un sommesso frinire come di qualche insetto.
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Tornato sul tetto della torre, l’eladrin riferisce quanto scoperto e lascia il posto ad Eliphas che non ha problemi a scrutare anche nell’oscurità più fitta. Il drow scende silenzioso come un ratto, arco pronto e freccia incoccata. Scesi gli ultimi gradini della scala a chiocciola l’ultimo arrivato del gruppo si ritrova faccia a faccia con un orribile scarafaggio alto più di due metri che, spalancando le fauci, avvolge l’arciere con un’esalazione disgustosa: l’insetto deve aver mangiato pesante; "Abbiamo un problema!" urla Eliphas ai suoi compagni prima di scagliare due frecce nel carapace abominevole del mostro..



Presto i restanti membri del gruppo scendono per dare manforte al compagno guidati da Gurdis che, reggendo una fiaccola, illumina la stanza per sé e per i suoi compagni che in poco riescono a sbarazzarsi dell’insetto demoniaco. La stanza in cui si trovano sembra una specie di prigione, diverse celle sono state ricavate vicino ai muri ma, con il terremoto, le sbarre si sono piegate permettendo agli ospiti di uscire fuori: ecco da dove proveniva probabilmente il mostro di poco prima.
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A giudicare dal numero di gabbie però, l’insetto di prima non doveva essere solo e infatti di lì a poco gli eroi vengono raggiunti dal cugino della mostruosità di prima accompagnato da due Grimlock e da una strega. I cinque sono un po’ presi alla sprovvista e mentre la battaglia infuria, Ayris si ritrova bloccata tra i due giganteschi trogloditi ciechi che, con un fortunato e violentissimo attacco combinato spappolano la ladra con le loro rozze asce.
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Lo schianto secco delle ossa di Ayris che venivano polverizzate dai possenti colpi dei Grimlock sciocca gli ormai ex-compagni, Gurdis capisce che per lei non può esserci salvezza da un colpo del genere e ordina la ritirata. .
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Ritornati al piano di sopra gli eroi hanno tempo per riprendere un attimo fiato… ma solo un attimo. Sangue chiama sangue come disse un tempo Uther prima di morire, e il sangue di Ayris richiedeva altro sangue per ripagarlo: sangue di Grimlock.
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Gli avventurieri si lanciano di sotto e, con furia cieca come i loro avversari, si gettano a capofitto nella lotta. Anche se stanchi per la lotta avuta poco prima con le creature fiammeggianti gli eroi sono carichi di vendetta e grazie alle maledizioni magiche di Morgan, ai poteri divini di Gurdis e alla frecce spietate dei due ranger i nemici presto cadono esanimi ai loro piedi.Increduli per la morte della loro compagna si avvicinano a ciò che resta di lei per darle l’ultimo saluto.

giovedì 4 marzo 2010

XLVI - Talar travolta da un fiume di lava

Kythorn 9, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Dopo che alla taverna del drago verde non sono riusciti a trovare alcuna traccia del passaggio di Megan, da Talar i personaggi si dirigono verso sud, percorrendo in sella ai loro destrieri la grande strada battuta che conduce a Suzail. Dopo qualche ora giungono a Wheelon, l'invalicabile città prigione dove vengono rinchiusi i criminali e le creature più pericolose catturati dai Draghi Porpurei e dai Maghi della Guerra, le due organizzazioni al servizio del settantenne sovrano del Cormyr, Re Foril.

Giungere alle porte di Wheelon è sempre un'esperienza particolare: le sue alte mura e la cupola di energia magica che la sigillano dal mondo esterno non passano di certo inosservate. Solo le arti arcane combinate di almeno tre Maghi della Guerra appositamente addestrati possono aprire momentaneamente un varco nel campo energetico per permettere l'ingresso ai condannati, e una volta gettati all'interno della città prigione, è impossibile uscirne.

Lo sa bene Airys: suo padre è rinchiuso in questo inferno da più di tre anni, e nonostante lei si sia impegnata al massimo, sembra che sia davvero impossibile tirarlo fuori di lì.

A controllare le porte di Wheelon, ci sono quattro appartenenti ai Draghi Porpurei. Gli Eroi di Overlook si presentano e chiedono a questi se abbiano recentemente visto qualcuno che corrisponda alle descrizioni di Megan Swiftblade e dell'elfo Sylen Leafrunner. Gli avventurieri sperano di avere una conferma sulla loro ipotesi che Megan si stia dirigendo verso la capitale, ma una delle guardie rivela loro di avere visto due avventurieri che corrispondono alla descrizione: due giorni prima hanno cavalcato in direzione nord, quindi verso la città di Brindol o il villaggio di Talar.
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Seguendo le indicazioni ricevute, i cinque tornano sui loro passi e cavalcano nuovamente fino a Talar, che raggiungono sul far della sera. Recatisi nuovamente alla locanda del drago verde, questa volta indagano con più attenzione e la ladra del gruppo, preso in disparte il giovane Nyall, figlio del locandiere, riesce ad ottenere da questi l'informazione che Megan ed il suo compagno si nascondono alla torre screziata che si erge sulla collinetta che domina il villaggio, ospiti di Falrinth, un anziano studioso che conosce Megan da quando era bambina, visto che ella è nata proprio in questo piccolo villaggio.
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Mentre gli eroi stanno per uscire dalla locanda, il villaggio intero vieno scosso da una violenta scossa tellurica: all'interno del locale, gremito di paesani ed agricoltori del posto, la confusione è enorme e gli avventurieri faticano non poco a farlo evacuare prima che il soffitto crolli sulla testa degli avventori uccidendone qualcuno. All'esterno, il colore rosso che sta tingendo il cielo al tramonto, impallidisce di fronte a quello del fiume di lava che, partendo dalla base della torre sta raggiungendo le capanne del villaggio.
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Il colore della lava è di un rosso intenso, ma con strani riflessi violacei che insospettiscono gli avventurieri, così come il forte odore acido che sprigiona.
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Gli Eroi di Overlook corrono verso la zona dove si sta dirigendo il fiume di lava e vedono come diverse mostruose creature, composte anche esse di fuoco e di lava, si muovono a loro agio immerse nel pericoloso liquido. Insieme allo strano fluido, stanno per raggiungere una donna incinta, rimastra intrappolata con il suo carro tra due diramazioni del fiume infuocato.
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Dopo una breve esitazione, causata anche dall'imponenza di una delle creature di fuoco, alta quasi 5 metri, gli avventurieri iniziano ad affrontare le mostruose creature, cercando allo stesso tempo di salvare la vita alla donna intrappolata.


Airys scala agilmente le pareti di un edificio parzialmente in fiamme, raggiungendo il tetto con l'intenzione di gettarsi da li per raggiungere la donna, ma Erystelle la precede, saltando sopra il fiume di lava, raggiungendo la donna e teletrasportandosi insieme a lei fuori dal pericolo utilizzando il suo passo fatato.
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Lo scontro con gli esseri infuocati si rivela meno pericoloso di quanto non apparisse: solo Gurdis in un certo frangente rischia qualcosa di troppo, venendo trascinato in mezzo al fiume di lava dagli avversari, ma i suoi compagni sono pronti ad aiutarlo e ad abbattere una ad una le mostruose creature. Morgan ed Airys combattono con ardore, ed il nuovo arrivato, l'elfo oscuro Eliphas, colpisce in maniera mortifera con le sue freccie, sempre a segno.
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Abbattuto l'ultimo mostro, gli avventurieri volgono il loro sguardo verso la vicina colllinetta dal quale proviene un boato: la torre di Falrinth sta lentamente sprofondando nel terreno, il fossato normalmente asciutto che la circonda colmo della strana lava bollente che sta travolgendo il villaggio.