Gli avventurieri continuano la discesa della torre di Falrinth e, giunti al secondo piano, trovano distesi a terra, senza conoscenza, lo stesso Falrinth, Sylen (l’elfo compagno di Megan) ed un eladrin vestito alla maniera degli incantatori, tutti rimasti senza sensi coinvolti dal crollo di parte del soffitto durante la scossa tellurica.
Gurdis soccorre i tre che rinvengono prontamente e non sembrano aver subito ferite gravi. Mentre il proprietario della torre e Sylen Leafrunner salgono sul tetto per raggiungere Megan Swiftblade, l’eladrin si presenta al gruppo: dice di chiamarsi Syren, di essere un avventuriero dedito alle arti arcane e di trovarsi nella torre in qualità di amico di Falrinth dal quale si era recato in visita. Vorrebbe dare un aiuto al gruppo nella ricerca della causa che ha provocato il terremoto e la fuoriuscita del terrificante fiume di lava che ha investito il villaggio di Talar, e, vista la prematura scomparsa della ladra Airys, gli Eroi di Overlook accettano di buon grado la sua offerta.
Scesi al primo piano della torre, gli avventurieri trovano che una porzione del pavimento è crollata ed Erystelle sente una voce femminile proveniente dal basso, dove non dovrebbe esserci altro che le fondamenta dell’edificio, che sembra recitare un qualche rituale. Gli incantatori rituali del gruppo si avvicinano all’apertura per ascoltare, e comprendono che la donna sta terminando l’esecuzione di un rituale di Portale Collegato.
Sbirciando silenziosamente, gli avventurieri vedono che a recitare il rituale è una strega Shadar-kai. Con lei, in una ampia caverna sotterranea illuminata dai bagliori rossi e violacei di un fiume di lava che fuoriesce da alcune grosse condotte, ci sono due guerrieri Githyanki in armature di piastre ed una mezza dozzina di uomini lucertola.

I due ranger del gruppo incoccano le loro freccie e colpiscono la strega prima che questa si accorga della presenza degli avventurieri, dopodichè Eliphas si getta senza esitazione nell’apertura, e nonostante il salto di oltre quattro metri non riporta particolari danni. Lo scontro si accende, e si sviluppa su due piani, quello inferiore dove gli uomini lucertola cercano di proteggere la strega affinchè possa terminare il suo rituale e quello superiore, dove i due Githyanki sono volati per intercettare gli intrusi.
Dopo qualche istante, tutti i combattenti sono al piano inferiore e la strega viene spinta in mezzo al flusso di lava dalle potenti freccie di Erystelle e di Eliphas che la condannano ad una morte atroce. Nel frattempo, uno dei due guerrieri githyanki si lascia sfuggire un nome che interessa particolarmente agli Eroi di Overlook: quello di Sarshan, che sembra essere il mandante di questa spedizione.
Gurdis e compagni, combattendo caparbiamente, lasciano sul terreno tutti gli avversari, dopodichè è proprio il nano a dirigersi verso le condutture e ad interrompere l’afflusso dello strano liquido infuocato agendo su una grosas saracinesca. Terminato lo scontro, Syren si dirige immediatamente verso il circolo di rune tracciato sul pavimento dove la strega stava eseguendo il suo rituale ed studia con attenzione le rune tracciate sul terreno: corrispondono alle coordinate di un portale permanente localizzato nei pressi di una zona paludosa situata a poche miglia a sud, chiamata la Vasta Palude.
Gli avventurieri hanno già utilizzato molte risorse, e decidono pertanto di concedersi qualche ora di sonno per recuperare un pò di energie.
Kythorn 10, Anno del Senza Età (1479 c.v.)
Gli avventurieri, appena terminato il riposo, decidono di mettersi subito sulle tracce di Sarshan: Gurdis e Syren recitano insieme un rituale e attivano il portale di teletrasporto: dopo pochi istanti un portale appare nei pressi del cerchio di rune e gli Eroi dìi Overlook lo attraversano uno dopo l’altro, ritrovandosi all’uscita di un portale permanente situato in cima ad un’alta piattaforma in legno.
La piattaforma, alta una dozzina di metri, è stata costruita adiacente ad un’enorme quercia che si erge su un piccolo isolotto di terra circondato da un lago di lava infuocata. Tutt’attorno una foschia impenetrabile occlude completamente la vista.
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