lunedì 28 giugno 2010

LVIX - Battaglia alla Fortezza di Akma'Ad

Kythorn 23, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Le due imbarcazioni volanti collassano a terra una sull'altra, tra il fragore del legno e le urla dei ghithianky intrappolati sotto le macerie. Il gruppo si trova per qualche attimo diviso, Syren e Tokk'it, gli unici riusciti a scendere illesi dalla nave grazie ai loro poteri di teletrasporto, si trovano al sicuro nei pressi delle due imbarcazioni, mentre Eliphas, Gurdis, Erystelle e Morgan, caduti dal parapetto durante l'impatto sono stati catapultati poco piu' lontano, insieme ai sopravvissuti Ghithianky che iniziano ad accerchiarli.
Gurdis è ancora intrappolato dalle macerie delle nave volante, a poche centinaia di metri dalla fortezza Githzerai di Akma’Ad dove è in corso l’assedio dei Githianky.


Eliphas è il primo a reagire mentre i compagni si riprendono ancora dall'impatto; il suo arco è gia' pronto, la sua mano veloce e sicura in men che non si dica tre ghitianky giaciono a terra morenti trafitti dalle frecce del Drow, la reazione dei nemici è immediata, riconoscono nel Drow un'avversario letale e sotto il comando del capitano Equel tre di loro lo caricano; le lame argentee dei nemici penetrano nell'armatura di Eliphas causando gravi ferite, il drow non fa in tempo a rendersi conto del sangue che sta perdendo, è gia' a terra privo di sensi.
Il resto dei Ghitianky accerchia Gurdis ancora intrappolato sotto le macerie, intanto Erystelle corre in soccorso del compagno, schizzando agilmente tra i nemici, raggiunge il drow e gli somministra una pozione guaritrice.

Morgan intanto difende il chierico del gruppo intimorendo con urla infernali e maledizioni chiunque si avvicina al suo leader. Nel frattempo Syren e Took'it iniziano a sentire alcune grida di battaglia e mentre il Ghitzeray decide di nascondersi nella boscaglia, il mago decide di controllare se i suoi compagni sono sopravvissuti all'impatto.

La situazione degli eroi intanto si aggrava, Eliphas fa giusto in tempo a riprendersi e scagliare qualche freccia, ma la sua mente è annebbiata dal dolore, e la sua vista intrisa di sangue, le sue frecce colpiscono il nemico ma non sono mortali come prima, probabilmente ancora confuso dalle ferite non si accorge del ghitianky alle sue spalle che lo colpisce nuovamente a fondo con la sua lama argentea.

Erystelle circondato da nemici riesce ad abbatterne uno, Gurdis si libera finalmente dalle macerie ma anche lui a suo volta è circondato e gravemente ferito, Morgan intanto abbatte un nemico con i suoi poteri arcani, e mentre viene raggiunto da due ghithianky in corpo a corpo la sua attenzione viene rapita da una sagoma sfuocata familiare che ricorda quella di Syren, i suoi dubbi svaniscono quando vede lo strano personaggio estrarre un pugnale e colpirsi lacerandosi un braccio, qualche goccia di sangue, poi una luce accecante ed il warlock si ritrova una decina di metri piu' lontano affiancato da due compagni, mentre Eliphas resta privo di sensi di fianco al chierico. La sagoma sfuocata di Syren è tra quattro corpi di ghithianky morti mentre i restanti sono catapultati a terra qualche metro piu' distante.

Il chierico di Erathis cura i compagni feriti, mentre l'arcere eladrin riconosce il Ghithianki che dà gli ordini ed incomincia a colpirlo con le sue letali frecce, Morgan fa lo stesso utilizzando i suoi poteri arcani. Ormai la battaglia sembra essersi ribaltata, ma un grido dal cielo rompe la tranqullità della battaglia. Eliphas si è appena ripreso, scagliando una freccia in direzione del capitano Equel, ma un ombra sopra di lui quasi lo terrorizza, un drago enorme sorvola lui e i suoi compagni, lo vede aprire le fauci, e per primo il drow sente quel calore che gia' conosce bene, sviene immaginando di essere spuntino di Drow per un giovane drago rosso.

Anche Gurdis viene colpito dalla fiammata, ma il nano rimane stoicamente in piedi mentre due compagni schivano il colpo; Intanto il capitano di uno dei vascelli, ripresosi dal colpo del mago si rialza e carica Morgan, il capitano pero' questa volta viene sorpreso da una fiammata, un gigantesco dragonide, con una veste arcana ed un bastone di legno si interpone tra Equel e Morgan; Boranel proprio nel momento del bisogno ritrova i compagni e decide di scontarsi con uno dei nemici piu' forti ancora in campo.

Gli attachi di Morgan ed Erystelle intanto si concentrano sul drago, Gurdis ristabilizza ancora il Drow che inizia a seguire il fuoco dei compagni.

Intanto il mago del gruoppo si occupa dei ghithianky rimanenti, respingendoli e colpendoli mortalmente, permettendo ai compagni di occuparsi, dei nemici piu' letali. Equel nonostante il suo valore non ha speranza di sopravvivere contro gli eroi al completo, i restanti Ghithianky vengono finiti dal mago e dallo stregone, il drago ed il suo cavaliere scappano via verso il grosso dell'esercito in una inutile ritirata, tra poco arriverà anche la sua ora.

Mentre gli eroi si rimettono dai colpi subiti, Erystelle nota tre figure di guardia nella parte superiore della fortezza Ghitzeray, proprio dove è collocata la trappola che potrebbe risolvere l'intera battaglia: una massa enorme di roccie ancorata da una robusta rete. I due Ranger decidono quindi di separarsi dal gruppo, per raggiungere lo sperone di roccia che fa da tetto alla fortezza in maniera furtiva, mentre gli altri quattro Eroi di Overlook si avvicinano al grosso dell'esercito nemico per attirare l'attenzione e concedere qualche possibilità in piu' ad Erystelle ed Eliphas.

sabato 12 giugno 2010

LVIII - Vascelli Volanti

Kythorn 23, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Eccoci qua!

Dopo aver abbattuto i due draghi e i relativi cavalieri, l’estrema esperienza dei nostri eroi si fa subito vedere e infatti iniziano a sezionare rigorosamente l’ultimo drago abbattuto per far bottino di scaglie, bile e addirittura del suo cuore. Spolpata la bestia e sgombrato il ponte dalle carcasse dei nemici i nostri iniziano a perlustrare la nave da cima a fondo rinvenendo alcuni disegni interessanti e anche una discreta somma di monete.

I disegni ritraggono dei Ghitianky (quelli cattivi) e mostrati a Tokk’it, il timoniere Ghitzerai (quelli buoni) questi non può fare a meno che rilevare e rivelare che sono opera di una Ghitianki a cui lui tiene particolarmente, di nome Gallia, e che non pensa possa essere una traditrice.
I fatti però parlano chiaro e ora gli eroi di Overlook sanno come mai la riunione segreta dei capi dei Ghitzerai sia stata intercettata e interrotta. Non ce tempo da perdere bisogna arrivare alla fortezza di Akma'Ad.

La nave sfreccia nel cielo in piena notte mentre i nostri si concedono un riposo.

Kythorn 24, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Al risveglio la nave sta ancora viaggiando grazie al suo equipaggio fantasma e ai poteri mentali dell’instancabile Ghitzerai, anche se lo sforzo non indifferente lo sta stremando. Syren ha capito che la guida della nave è tutta questione di testa vuol provare a dare il cambio al timoniere. In meno di un nanosecondo la nave vira bruscamente verso il basso come lasciata in balia di se stessa. Lo spauracchio desta tutti e un po’ anche il Ghitzerai che può così riprendere la guida un po’ più sveglio. L’arrivo nel frattempo non si è fatto distante.

I due arceri del gruppo, quello biondo e quello nero, notano all’improvviso un minuscolo puntino all’orizzonte che riconoscono come il terzo Gitzerai comandante dei vascelli in sella al suo fido drago destriero. [Questi ranger son portentosi, ma come faranno? Secondo me azzardano ipotesi verosimili e poi c’hanno culo che è sempre come dicono loro! E quel drago!!?? Ma quanti funghi sarà costato!?]

Ci ha visti anche il nemico e entrambe le parti si preparano allo scontro avvicinandosi a velocità vertiginosa tanto che pochi attimi dopo la battaglia ha inizio. [Ora, io non ricordo l’esito della battaglia ma non mi sembra che l’avessimo sconfitto ma piuttosto che fosse fuggito dopo averne prese in buon numero e così, di conseguenza, narrerò]

Le frecce di Erystelle ed Eliphas son le prime a scoccare seguite dai poteri arcani e da quelli divini. Il lanciere Githianky ha da subito la peggio e dopo pochi tentativi di attacco desiste afcendo riprendere quaota al drago rosso che stà cavalcando. Ma il suo diversivo non era un tentativo isolato e suicida, infatti appena ci liberiamo di lui ci accorgiamo che una delle navi ancorate nei pressi del tempio si è nel frattempo “riequipaggiata” e ora fa rotta verso di noi.

La situazione in cui ci troviamo è nuova per tutti e infatti le congetture tattiche per la cosa migliore da farsi fioccano rendendo ancora più difficile la decisione finale e trasformando in qualche modo un momento tesissimo e cruciale in un teatrino comico esilarante.

Ma alla fine la decisione è presa: cercare di schiantarsi contro la nave che ci sta venendo incontro! La manovra però si rivela più difficile del previsto e per dare le coordinate a Tokk’it i nostri eroi sono costretti a rimanere sulla nave fino all’ultimo. La collisione è ormai imminente è l’unica cosa da fare è ancorarsi il meglio possibile alle balaustre del vascello.

Il rumore assordante dello schianto precede di un solo istante l’immane urto che scaraventa buona parte dell’improvvisato equipaggio fuori bordo. Solo Syren e il Ghitzerai di cui si è preso cura riescono a rimanere sulla nave, gli altri si ritrovano a cadere nel vuoto. Non c’è un attimo da perdere e purtroppo in questa occasione è impossibile aiutarsi come di consueto, ognuno se la dovrà cavare da sé. Come già in tante altre occasioni avverse i leggendari eroi di Overlook non si perdono d’animo e facendo ricorso ai propri poteri iniziano a teletrasportarsi a terra o ad attutire la caduta con mosse acrobatiche.

L’atterraggio bene o male riesce, forse qualcuno ha subito un po’ la caduta, ma niente di grave. Non è però ancora giunto il momento di cantare vittoria perché la nave che poco prima stavano pilotando ora sta per schiantarsi su di loro! Il pericolo ti allena ad avere buoni riflessi ma qui dovranno essere addirittura ottimi! Gli attimi sembrano scorrere al rallentatore, appena toccata terra c’è appena il tempo di girare la testa all’insù e di gridare il pericolo agli altri, per fortuna nessuno sembra essere impreparato e tutti in men che non si dica si allontanano dalla zona del pericolo in quella che diventa un’esilarante gara di velocità. [Io faccio 12 scacchetti, io 15, io 24, io 32, ellamadò!!!]

Così nell’iniziarsi a superare vicendevolmente ci si inizia anche a contare mentalmente in un tacito ma comune appello e all’improvviso un sussulto comune fa voltare tutti gli eroi in direzione della nave: dov’è Gurdis!?

Lo stoico nano si sta alzando da terra e inizia suo malgrado a raggiungere gli altri compagni, è indietro ma sembra avercela fatta. Il sospiro di sollievo non fa in tempo ad essere esalato che si congela sui volti degli eroi quando all’improvviso il loro capo viene centrato dall’albero maestro del vascello e sparisce sotto il peso dell’immenso troncone!

Di fronte ai nostri eroi una decina di Ghitianky bellicosi inizia ad evacuare la nave speronata, alle loro spalle quasi duecento di loro stanno dando l’assalto alla fortezza di Akma’Ad e sopra le loro testa, ad alta quoata, volteggia ancora il lanciere in sella al suo Drago rosso. Gurdis è stato colpito in pieno dal troncone (sarà sopravvissuto?) e che fine avranno fatto Syren e Tokk’it, avranno lasciato il vascello in tempo per mettersi in salvo? In tutto questo caos riusciranno i nostri eroi nell’intento di liberare il tempio? Tutto questo e altro ancora, è scontato, alla prossima sessione!


[tratto da “I diari di Morgan”]

mercoledì 9 giugno 2010

LVII - Casa.

Kythorn 20, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Quasi un mese è passato da quando Gurdis ed i suoi compagni hanno messo piede sul luogo chiamato Caos Elementare, ma sui loro visi sembra che il tempo sia passato molto più velocemente. Il caldo soffocante e mefistofelico ha lasciato profonde cicatrici, non tutte visibili e quel soffio d’aria fresca giunge come una ventata purificatrice, portando con sé odori di luoghi, si lontani, ma pur sempre odori noti. Come se si svegliassero or ora da uno stato di semi incoscienza, gli Eroi cercano di inquadrare meglio chi sia il loro “salvatore” e cosa siano quelle strane bestie.

Scambiando qualche parola con Vasandril, Syren riesce a scoprire che il capo della strana carovana commercia tra il mondo naturale ed il Caos Elementale utilizzando quella che è conosciuta ai più come “carovana d’ombra”, trainata, per l’appunto, da quattro creature d’ombra.
Questo particolare mezzo ha la peculiarità di teletrasportarsi utilizzando pieghe spazio-temporali della coltre oscura senza dover seguire i normali percorsi rendendola così di fatto, impossibile da assaltare. Il mago scopre, inoltre, che il mercante è un fiero servitore del suo paese, il Regno di Neteryl sorretto da una necrocrazia e dove a regnare sono dodici principi non-morti; ivi l’unico culto consentito è quello della dea Shar.

Ascoltando queste parole, un brivido mortifero corre lungo la schiena di Gurdis, i peli della sua barba sembrano avere un fremito: sa bene che se decidesse di attaccare il mercante tutti combatterebbero fino alla morte se lui si trovasse in pericolo, ma troppi amici ha lasciato lungo la strada, decide così che non è il momento di eliminare dal mondo altri malvagi, non ora e non chi ha appena salvato la vita a tutti , perciò propone di dirigersi verso Daerloon, piccola cittadina fortificata ma libera della Sembia, stato attualmente annesso al Neteryl. Grazie ad un accordo con il Cormir, Daerloon ha ottenuto la libertà di autogovernarsi, libertà garantita anche dal contingente di Dragoni Purpurei ivi distaccati.

Così la strada dei mercanti e quella degli Eroi di Overlook si divide.

La strada.

Di nuovo in strada. A fianco di Gurdis, Erystelle e Morgan camminano nuovi compagni, nuovi amici per i quali sacrificarsi e pronti a loro volta al sacrificio, gli uni verso gli altri, nuovi volti si sovrappongono a quelli di amici passati, il viso scuro ed altero di Eliphas, grande arciere conscio della sua bravura, quello amico di Syren con negli occhi una scintilla di pazzia e con la strana abitudine di spargere il suo sangue insieme a quello dei nemici ed infine quello burbero del dragonide Boranel potente stregone, calcolatore e riflessivo.

E mentre il chierico cammina assorto fumando la sua pipa, pensando al passato e domandasi del futuro, il sole inizia ad abbassarsi timidamente all’orizzonte. Viene montato il campo, un pasto frugale, i turni di guardia e il sonno concede agli Eroi una notte di riposo, la prima, dopo tanti giorni, sotto il cielo stellato e con la luna come compagna per le ore di guardia.

Kythorn 21, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Anche il cielo piange di felicità nel vedere sotto di lui nuovamente la compagnia camminare; una lieve pioggerellina, fresca e lieve li sveglia. Smontato il campo e consumato una colazione veloce, si è di nuovo in marcia.

Sul calar della sera, all’orizzonte si stagliano le alte mura in ossidiana della città fortificata di Daerloon, città che sicuramente sarà dotata di locande pronte a servire fiumi di birra fresca e, sentendone l’odore ed immaginandone il sapore, Gurdis è deciso ad entrare e pronto ad offrire da bere a tutti, ma Eliphas non è di questo avviso. Le mura di quella città lo soffocano e l’ultima volta che è arrivato in una città sconosciuta è stato impiccato in base a semplici sospetti ed accuse infondate, così decide di passare un’altra notte fuori per addestrare il suo enorme lupo, ma prima che gli altri si muovano chiede insistentemente a Gurdis di ritornare al più presto ad Overlook.

In città i cinque eroi trovano alloggio al Girarrosto, modesta locanda, famosa per l’abbondanza di cibo e di birra che vengono serviti durante i pasti. I cinque viandanti non si lasciano pregare e dopo una giornata di marcia sostenuta e aver fatto onore alla buona cucina casalinga cedono alle lusinghe di un altro sonno ristoratore.

Kythorn 22, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Il sole sorge e trova i cinque amici intenti a far colazione, mentre Erystelle, forse come prova della rinnovata fiducia nel gruppo e nel suo leader, narra l’angosciosa visione che giorni or sono ha avuto. Una città che sorge sul corpo di un dio antichissimo, forse morto, riverso in quello che sembra il vuoto, in un altro mondo e…poi immagini sovrapposte, pezzi di passato che si intrecciano con un futuro possibile.

Remoto?

Mille dubbi, mille angosce dimorano nella mente dell’Eladrin. Dalla breve descrizione, Syren capisce che si tratta della città di Tu'narath, capitale del regno dei Githianky sita nel Mare Astrale e subito è pronto a gettarsi in una nuova avventura, ma anche per l’araldo del Drago di Platino, appena guarito da una potente maledizione, è giunto il momento di un po’ di riposo ed il Mare Astrale per il momento può aspettare. “Gurdis” dice alzandosi da tavola “amico mio, riportaci a casa”.

Negli occhi dell’Eladrin, le parole divengono per il nano quasi una supplica ed in breve la compagnia è di nuovo riunita, in una piccola radura appena fuori dalle mura della città. Gurdis prima di lasciare Overlook aveva tracciato un portale nella sua camera, così pronunciando le parole del rito e tracciando le rune indicanti le esatte coordinate, un altro portale si forma dove gli Eroi si trovano e in pochi minuti tutti, lupo compreso, si ritrovano nella stanza del chierico.

Ancora increduli nel trovarsi a casa sani e salvi, gli Eroi vengono accolti da un nano ed un umano armati ed in armatura che intimano loro di farsi riconoscere, fortunatamente per i due malcapitati, prima che Eliphas ed Erystelle incocchino le loro micidiali frecce, richiamata dal vociare e dalla confusione, accorre Dualga, la quale riconosce immediatamente tutti e spiegando che i due sono stati ingaggiati dall’halfling Welby per difendere la casa durante l’assenza dei suoi padroni.

Durante il pranzo, il leader del gruppo scambia qualche parola con Welby, il quale gli riferisce che giorni addietro alcuni emissari del Consiglio di Overlook erano venuti a cercare gli Eroi per riferire loro degli ultimi accadimenti relativamente la tentata presa di Overlook da parte del Generale Zithiruun. Immediatamente, Gurdis intuisce che anche questa volta il loro riposo e la loro permanenza nella città che hanno ormai imparato da amare ed a considerare come casa loro, sarà breve. Non sa spiegare il perché ma ha la sensazione che ancora una volta saranno chiamati a svolgere un compito che li vedrà impegnati sul campo di battaglia.

Data la giusta soddisfazione alla buona cucina di Dualga, Gurdis, accompagnato da Syren che vuole essere, giustamente presentato al Consiglio come parte integrante del gruppo, si reca a Cai Overlock per conferire con i rappresentati del Consiglio.

Nel frattempo Morgan decide che è ora di tornare a far visita a Rufus Crumley, Erystelle ed Eliphas si dedicano alla costruzione di un riparo per i loro amati animali e Boranel si ritira in privato per meditare un po’ su quanto accaduto e su cosa il futuro potrà riservargli.

Conferendo con l’attuale Capo della Guardia Cittadina, la guerriera nana Gerra, Gurdis viene messo al corrente che le ultime sacche di resistenza fedeli al Generale Zithiruun sono state smantellate, non senza versare sangue, ma tutti i fedeli al Generale sono morti nel corso dello scontro, perquisendo i corpi dei rivoltosi, però è stato rinvenuto uno strano oggetto, un manufatto di vetro piombato raffigurante un frutto che, immediatamente Syren collega alla foglia dalla quale non si separa più e che da giorni sta studiando per capirne l’uso. Gerra consegna l’oggetto magico al mago sperando che possa, almeno lui, riuscire dove gli arcanisti più potenti della città hanno fallito.

Un dubbio si fa’ strada nella mente di Gurdis: dov’è il loro amico Kalad, Capo in forza della guardia Cittadina? Qual è la missione così segreta che neppure ai salvatori della città è dato conoscere? Appena un po’ risentito con il Consiglio, insieme all'amico mago si dirige verso la loro dimora, mentre l’abbassarsi del sole segna la fine di un’altra giornata.

Kythorn 23, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

L’ossessione di Syren per gli strani oggetti magici fa si che il mago non riesca a dormire molto bene; pensieri e congetture dimorano in lui e, giunta la mattina, tentando ancora una volta con le sue abilità arcane di scoprirne i segreti, ode nella sua mente una lingua oscura attraverso i due utensili, e subito dopo una fitta fortissima lo prende alla testa, ma il povero mago non riesce nemmeno a riprendersi del tutto, che lo sferragliare di un’armatura richiama la sua attenzione. Interrompendo una robusta colazione a base di birra, una guardia cittadina fa irruzione nella sala da pranzo e convoca su incarico del Consiglio, gli eroi alla Porta Ovest.

Immediatamente tutti intuiscono che qualcosa di grave sta per accadere in questa sventurata città, infilandosi chi armature, chi tuniche ed afferrando ognuno le proprie armi si precipitano nella direzione indicata dal gendarme. Un incredibile fragoroso rumore di legname giunge alle orecchie degli Eroi mentre ancora si stanno dirigendo verso la porta, e, correndo, lentamente appare su un altura proprio fuori dalla cinta muraria un veliero astrale che ha appena effettuato un atterraggio di fortuna: a bordo c’è un unico umanoide, di razza Githzerai, dice di chiamarsi Tokk’it ed è venuto in cerca di aiuto.


La richiesta è una di quelle che non può cadere nel vuoto; infatti, mentre il Grande Consiglio Ghitzeray è riunito in gran segreto nel monastero-fortezza di Hakma-had (nello stato del Tethyr, quasi mille miglia a sud-ovest di Overlook), per discutere sul sospetto di un eventuale piano di conquista astrale che i Ghithianky vorrebbero attuare, proprio un contingente ghithiaky formato da tre galeoni astrali con a bordo un equipaggio di circa 100-150 soldati ciascuno ed ognuno dei quali guidati da un ufficiale delle truppe d’elite a cavallo di un drago, hanno attaccato il monastero.

Gurdis e Syren tentano di convincere invano il Capitano della Guardia Cittadina a permettere che qualcuno dei suoi uomini cerchi la gloria combattendo al fianco degli Eroi di Overlock, ma chi è abituato a prendere ordini da troppo tempo non può capire cosa significhi ascoltare il cuore che indica una strada diversa dalle abitudini militari, e, seppur a malincuore, intuendo che, forse qualcosa avrebbe potuto e dovuto fare, la giovane Capitano rimane ligia al suo dovere negando di fatto un prezioso aiuto agli Eroi in un’impresa che appare da subito disperata.

Manovrato da un equipaggio fantasma, controllato mentalmente da Tokk’it, in piedi in un circolo magico di fronte al timone, il veliero si innalza in volo con a bordo Gurdis, colui che ancora una volta guiderà i suoi uomini nel clamore della battaglia infondendo loro coraggio e cure e cercando lui stesso di far scudo con il proprio corpo a chi è meno in grado di sopportare i colpi, Morgan ed Erystelle, amici di tante imprese uniti tra di loro e con Gurdis stesso da un vincolo ormai quasi fraterno, che con le loro abilità nelle arti arcane il primo e con le frecce il secondo mieteranno sicuramente vittime tra le file dell’esercito nemico.

Durante la strada, al nucleo originale si sono uniti personaggi che hanno abilità fuori dal comune come Eliphas, il cui valore con l’arco è forse perfino superiore ad un maestro come Erystelle o come il potente mago Syren, profondo conoscitore di segreti arcani e di magie che richiedono un tributo del suo sangue per migliorarne l’efficacia in combattimento. Infine al loro fianco, in battaglia, ancora una volta si ergerà il dragonide Boranel, ultimo ad aggiungersi a coloro che cercano di portare un po’ di luce nel mondo, ma che già ha ampiamente meritato l’onore di combattere con gli Eroi e di essere parte di loro.

Tokk’It potrà contare solo su sei persone la cui fama è giunta alle sue orecchie, ma di cui lui stesso dubita che potranno affrontare l’immane impresa di distruggere un esercito. Mentre tali pensieri affollavano la mente del giovane Ghitzeray due indistinte e sinistre sagome compaiono all’orizzonte; avvicinandosi velocemente l’equipaggio a bordo del galeone capisce che, ben presto dovrà fornire prova del suo valore in battaglia.

Erystelle incocca la prima freccia, sicura e precisa, non manca il corpo di uno dei due ufficiali del Corpo d’Elite Ghithianky che viene quasi sbalzato dalla sella del suo drago per la violenza del colpo e la ferita inflittagli da Erystelle inizia a sanguinare copiosamente. Immediatamente il cavaliere riesce a teletrasportarsi sul galeone tentando di colpire, invano, quell’eladrin tanto micidiale. Contemporaneamente il suo drago sputa fuoco dalle fauci.

Ma la sorte è segnata, Morgan risponde al fuoco con il fuoco ed il primo cavaliere giace ben presto a terra, morto. L’arma divina di Gurdis appare minacciosa sopra il drago e colpendo la malvagia creatura, guida la micidiale freccia di Eliphas verso il cuore, abbattendolo quasi definitivamente, ma il drago, facendo appello alle ultime forze rimastigli riesce a lanciare una potente fiammata che investe Gurdis, Boranell e Morgan. Fortunatamente Syren pone fine alle sofferenze del drago uccidendolo con un unico colpo, mentre l'arciere drow abbatte anche l’altro drago. Il gruppo compatto non lascia scampo all’ultimo cavaliere, ed in breve la battaglia volge al termine.

Seppur breve, la battaglia è stata molto intensa e gli Eroi hanno dovuto utilizzare alcuni dei loro migliori poteri per riuscire a prevalere sui nemici, ma tutto ciò è solo l’inizio, solo un’avanguardia di ciò che dovranno affrontare quando giungeranno a destinazione, ed ancora una volta dovranno combattere per tenersi in vita e tenere in vita chi ha richiesto il loro soccorso..