mercoledì 25 agosto 2010

LVXIII – Primo incontro con La Coalizione

Flamerul 1, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Odos , dopo avere ascoltato con attenzione quanto avevano da dire i due giovani githzerai di fronte a lui, decide di ritirarsi in una stanza attigua per riflettere sulla decisione che dovrà prendere.

Morgan e Syren, rimasti nella grande stanza insieme ai githzerai ai compagni di avventura e alla splendida deva Amyria, non sono d’accordo sull’importanza del popolo gith in questa circostanza: il warlock crede che sia importante garantirsi il loro aiuto nell’imminente guerra con i githianky, mentre il mago non intende perdere del tempo ad implorarli, visto che non pensa che ventimila o trentamila della loro razza possano cambiare le sorti del conflitto.

Amyria interviene nell’accesa discussione tra i due, e chiede di parlare con gli Eroi di Overlook in privato. A Gurdis e compagni spiega che tra poche ore, in un palazzo non lontano da dove si trovano, si terrà il primo incontro, da lei organizzato, di quella che lei spera possa diventare una Coalizione planetaria che dovrà opporsi all’invasione githianky.

Nessuna delle importanti persone che parteciperanno ha ancora deciso di aderire a questa coalizione, anzi, in realtà, questa coalizione ancora nemmeno esiste e per lei, presentarsi già con l’appoggio della popolazione githzerai, sarebbe un buon inizio per cercare di convincere anche gli altri.

Gli avventurieri decidono di appoggiare il piano della deva, e dopo un lungo colloquio con il saggio leader Odos riescono a farlo desistere dal suo piano iniziale, quello di andarsene con tutto il suo popolo dal pianeta dei mortali per farci ritorno solo quando la battaglia tra umani e githianky fosse finita, e ad ottenere il suo appoggio nella creazione della coalizione.

Il vecchio leader, però, vuole anche scoprire se esiste davvero un collegamento tra Lord Telicanthus e quanto sta accedendo in città a danno della sua gente. Consegna quindi a Gurdis una pergamena contenente un rituale per consultare dei sapienti mistici, al fine di ottenere qualche indizio. La divinazione trasmette al chierico le seguenti parole:

Leggi le iscrizioni sul muro

Non sei lontano da un posto

Dove la conoscenza diventa cupidigia

Sotto la casa delle spezie si cela il profano

E la conoscenza giace intrappolata

Dietro il guardiano

Cercando di decifrare la divinazione, Syren si dirige alla Università mentre Rogar ed Erystelle si mettono alla ricerca di negozi di spezie nel quartiere del mercato.

Gurdis e Morgan, invece, nell’attesa del primo incontro con la Coalizione che si terrà all’ora di pranzo, decidono di recarsi al palazzo del governo per conoscere Lord Torrance, governatore di Saradush nonché amico di Lord Telicanthus. A palazzo vengono ricevuti da Lord Torrance, un mezz’elfo di bell’aspetto, di circa 50 anni, e dialogano con lui per qualche minuto uscendo dall’incontro con l’impressione che si tratti di una persona molto ambiziosa ma onesta.

La ricerca di Rogar ed Erystelle li conduce, infine, non nel quartiere del mercato ma nel quartiere del basso fiume, dove un palazzo in rovina ospitava fino a qualche anno prima un famoso negozio di spezie. Mentre l’eladrin cerca di rimuovere le assi di legno che bloccano l’entrata per dare un’occhiata all’interno, il nano si accorge che una bimbetta mendicante alla quale aveva dato una moneta di elemosina poco prima, si allontana furtivamente dalla strada dirigendosi verso il retro del palazzo nel quale vorrebbero entrare. Rogar la insegue immediatamente e riesce a bloccarla prima che questa possa dare l’allarme tirando una cordicella che scende sotto la pavimentazione esterna.

Rapita, con le buone maniere, la bimba che dice di chiamarsi Arina, Rogar ed Erystelle decidono di riunirsi con i compagni prima di entrare nel vecchio negozio di spezie, anchè perché è quasi giunta l’ora dell’incontro con la coalizione.

E’ solealto, e al completo, insieme ad Amyria e a Odos, gli Eroi di Overlook si dirigono verso il palazzo affittato da Amyria per l’incontro, nel quartiere de La Marcia. Gurdis dispone che Rogar, visto che si è aggregato da poco al gruppo e che non ha un carattere molto adatto ad una delicata riunione tra personalità importanti, resti fuori dal palazzo insieme alla bimba tenuta in ostaggio, al fine di verificare se succeda qualcosa di strano all’esterno durante lo svolgimento dell’incontro.

Gli Eroi, Amyria e Odos, sono gli ultimi ad arrivare nella grande sala: all’interno, seduti attorno ad un grande tavolo semicircolare, ci sono già 6 persone che stanno parlando tra loro. Quattro di esse sono sconosciute agli avventurieri, la quinta è Lord Torrance, mentre l’ultima è Kalad, il nano, paladino di Moradin salvato dal gruppo durante la tentata invasione dell’orco Tusk e diventato in seguito comandante della guardia cittadina di Overlook.

Il nano saluta calorosamente Gurdis e compagni, spiegando di essere stato inviato a tale incontro direttamente da Re Forail, signore del Cormyr. Saluta, anche troppo vistosamente, anche la deva Amyria per la quale sembra avere una ammirazione smisurata.

Gli altri quattro partecipanti all’incontro, oltre ad Amyria, a Kalad, a Lord Torrance che interviene come governatore della città che ospita l’incontro e agli Eroi di Overlook, sono:

Fariex Scalehammer, un uomo di circa 40 anni, dal viso simpatico e con lunghi capelli colore del rame. E’ un ricchissimo mercante che ha molte conoscenze di alto livello negli stati centro-orientali.

Calandra dei Cervi veloci, un’elfa molto anziana, in rappresentanza degli elfi del Cormanthor, nel reame di Mith Drannor e di un’altra dozzina di importanti comunità elfiche.

Quelenna, una affascinante donna eladrin di mezza età, che viene come ambasciatrice degli stati della Costa della Spada come delle città stato di Neverwinter, Waterdeep e Baldur’s Gate.

Inogo Dravitch, un giovane umano, chierico di Erathis. Figlio di Deacon Dravitch, adoratore di Erathis e leader supremo della teocrazia che governa lo stato dell’Aglarond nell’est.

Mentre i convenuti fanno una prima conoscenza, presentano le loro credenziali, iniziano ad affrontare la questione e decidono di rinviare l’incontro vero e proprio alla mattina successiva, Rogar, all’esterno dell’edificio, si accorge che un paio di straccioni fissano lui e la bimba che è con lui per poi darsela a gambe. Affidata la piccola mendicante ad una guardia del palazzo, il nano si getta all’inseguimento dei due, riuscendo ad intercettarli prima che possano dare l’allarme alla vecchia casa delle spezie. Storditi i due mendicanti, il nano resta in attesa nei pressi dell’edificio diroccato, e viene raggiunto poco dopo dai compagni guidati da Erystelle.

Gli Eroi decidono di entrare nell’edificio e, trovata una botola malcelata sul pavimento, scendono una scala di corda che li conduce alcuni metri sotto il livello del terreno, giungendo in una sorta di ampio corridoio lastricato che intuiscono sia una delle vecchie strade di Auger, la città sepolta dal fango che giace sotto Saradush.

Molti giacigli sono disposti ai bordi della strada, e le tracce sul lastrico sembrano condurre a quello che doveva essere un tempio. Le insegne della divinità che veniva adorata sono state rimosse, ma un rozzo dipinto sull’ingresso raffigura la malvagia dea dei draghi cromatici, la dea dell’invidia e della cupidigia, l’arcinemica di Bahamut, il drago di platino: Tiamat.

Gli avventurieri fanno il loro ingresso nel vecchio tempio, e trovano ad attenderli una trentina di mendicanti. Circa dieci, tra loro, sono armati con spade corte e sembrano indossare un’armatura di maglia sotto i mantelli da mendicante. Un imponente uomo, dalla lunga barba rossa, lurida come luridi sono i suoi capelli ed i suoi abiti, è in piedi dietro all’altare e ordina ai suoi di attaccare gli intrusi. Alle sue spalle, oltre un buio fossato, una enorme montagna di monete d’oro e di oggetti preziosi, giace illuminata dai bagliori delle torce appese alle pareti.

venerdì 13 agosto 2010

LVXII - Arrivo a Saradush

Kythorn 30, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Dopo altri due giorni di marcia nel terre del Thetyr, arroventate dal sole del mese di Kythorn, la carovana composta dagli Eroi di Overlook, dal nano Rogar e dai Githzerai superstiti di Akma’Ad guidati dall’anziano leader Odos, giunge finalmente nei pressi di Saradush.

La città, grande circa come Overlook, non è fortificata, ma è protetta a nord da una catena montuosa, ad ovest da un grande lago e ad est da uno strapiombo che da origine a una bella cascata generata dal fiume che attraversa la città. E’ proprio dal lato della cascata che la carovana decide di avvicinarsi a Saradush, e nel tardo pomeriggio giunge finalmente ad un posto di guardia che sorveglia l’accesso ad uno dei ponti che, attraversando il fiume, da accesso alla città.

Mentre le guardie non hanno nulla da eccepire sull’ingresso in città degli avventurieri, il gruppo di githzerai viene bloccato, ed una delle guardie dichiara esplicitamente che gli appartenenti a quella razza non sono bene accetti a Saradush, in quanto sono solo capaci, a suo dire, di rubare e di creare problemi. Odos, orgoglioso leader di una razza altrettanto orgogliosa, abbandona la sua calma e inizia un duro confronto verbale con le guardie che di certo non migliora la situazione.

I personaggi si fanno avanti cercando di intercedere per Odos ed i suoi, e ad un certo punto una delle guardie riconosce nell’arciere eladrin dai lunghi capelli bianchi il famoso Erystelle di Dorneryl, e subito dopo anche i suoi compagni vengono riconosciuti e la fama che ha preceduto gli Eroi di Overlook anche in questa terra lontana fa si che ai githzerai venga consentito l’accesso.

Il ponte che i personaggi attraversano conduce in un bellissimo viale elegantemente lastricato, alti palazzi opera di abili architetti segnano subito una grande differenza stilistica con la città nanica dalla quale provengono gli avventurieri. Il quartiere nel quale si addentrano è quello dell’università, e le strade sono piene di giovani artisti e studiosi che si incontrano prima dell’ora di cena.

Mentre gli avventurieri fanno il loro ingresso nel quartiere, un uomo di circa 50 anni, magro, carnagione scura e con un paio di baffi neri curiosamente arricciati si avvicina loro e li saluta in maniera sbalordita riconoscendoli come gli Eroi che hanno sconfitto l’armata del Generale Zithiruun che un mese prima aveva assediato Overlook.

L’uomo, che dice di chiamarsi Pennel, dichiara di essere il servitore di un personaggio molto influente a Sardush: Lord Telicanthus e chiede agli avventurieri il grande onore di poterli presentare a lui seduta stante: egli è infatti poco lontano da loro, comodamente seduto nella sua carrozza. Morgan, Erystelle e Syren, incuriositi, decidono di accettare la proposta e si incamminano per incontrare il Lord, mentre Gurdis e gli altri restano in compagnia dei githzerai.

La carrozza verso la quale si dirigono i tre, è di splendida fattura, con finiture in ottone e splendidi vetri decorati in cristallo piombato colorato. Pennel si dirige verso lo sportello e poco dopo, a scendere dal veicolo, è un umanoide vestito in abiti di grande eleganza che si rivolge agli avventurieri con uno splendido e caldo sorriso. C’è un unico problema: Lord Telicanthus è un Githianky !

Egli sembra leggere negli occhi dei tre avventurieri lo stupore misto alla diffidenza, e come prima cosa ci tiene a spiegare che egli non ha nulla a che fare con quelli della sua razza che si sono messi in testa di conquistare il mondo: egli è un mercante, ed un abile artigiano che si è trasferito a Saradush da diversi anni, che è stimato in città ed ha tagliato ogni legame con quei pazzi guerrafondai che risiedono nel mare astrale.

Egli dimostra di conoscere molte cose sugli Eroi di Overlook, e vista la stima che dice di nutrire nei loro confronti, li invita per un the presso il suo palazzo il giorno seguente: vedrà di organizzare un pomeriggio fantastico ed è certo che parteciperanno anche Lord Divian Torrance, il governatore della città, ed il Generale Taramin, capo delle guardie cittadine, nonché tanti altri esponenti di spicco di Saradush che saranno onorati di incontrarli.

Morgan accetta l’invito, precisando che qualora sopravvenissero impegni improvvisi e l’incontro per il the dovesse saltare, Lord Telicanthus non dovrà dispiacersene.

Il ghithianky si offre anche di ospitare gli avventurieri al Gioiello del Fiume, una delle locande più belle della città, completamente a sue spese, ma gli avventurieri rifiutano la sua offerta, chiedendo solamente la possibilità di accamparsi, insieme ad una trentina di amici, nel giardino della sua dimora. Egli, visto che la sua abitazione non ha un giardino così capiente, dice che si adopererà per cercare una sistemazione adatta tra i suoi tanti conoscenti, e che tramite il suo servitore farà loro sapere dove sarà. L’appuntamento con Pennel, che darà loro questa informazione, è al tramonto sotto il Pilastro della Speranza Rinata (un alto obelisco visibile da ogni quartiere, sulla sommità del quale brucia perennemente un fiamma verde, simbolo della città).

Riunitisi con i compagni e con il gruppo di Odos, gli avventurieri decidono di aspettare l’ora del tramonto girando un po’ per la città che si conferma come un luogo pieno di giovani e di vita. All’ora pattuita, Pennel si fa trovare all’appuntamento e comunica ai personaggi l’ubicazione del grande giardino dove potranno accamparsi, nel quartiere Collina della Speranza. I personaggi ci si trasferiscono e iniziano a preparare il campo.

Nel frattempo, Syren decide di dare un’occhiata più approfondita al quartiere universitario e, giunto nei pressi della grande biblioteca non può che rimanere affascinato dalla dimensione e dalla bellezza del palazzo. Da qui ad usare il suo passo fatato la strada è breve… e in effetti poco dopo il mago eladrin si trova all’interno della grande biblioteca universitaria, chiusa a quest’ora, a curiosare avidamente tra gli antichi testi in essa custoditi.

La ricerca produce i suoi frutti e dopo un paio d’ore, quando egli fa il suo ritorno all’accampamento, sono tante le informazioni che può condividere con i compagni:

Prima che Saradush venisse costruita, sullo stesso luogo era stata edificata, circa 400 anni prima, una città chiamata Auger, fondata da un divinatore esiliato dall’ Isola di Nefelus, chiamato Auglos. Egli era stato cacciato in quanto aveva profetizzato la morte di un importante nobile di Nefelus e, una volta che questa si fu verificata, egli venne additato come responsabile.

In fuga dalla sua terra, Auglos trovò questa valle, bella e facilmente difendibile, e ci si stabilì. Costruì una torre (nel punto dove ora sorge, a memoria, il Pilastro della Speranza Rinata) dove continuò i suoi studi ed intorno alla sua torre crebbe la cittadina di Auger. Gli studi di Auglos, inizialmente tesi a creare sfere di cristallo divinatorie, si conclusero con la creazione di una enorme sfera in cristallo di colore blu notte, che poteva trasmettere massaggi a distanza di tantissimi kilometri, anche su altri piani, ed egli sfruttò questa invenzione per arricchirsi notevolmente.

Quello che Auglos non intuii, è che il suo capolavoro durante il funzionamento creava delle turbolenze energetiche a tantissima distanza, e più precisamente nel Mare Astrale, provocando notevoli danni in quel luogo. Quando i Githianky, abitanti del Mare Astrale, individuarono la fonte delle turbolenze, reagirono con veemenza: nel giro di tre mesi la Regina Lich Vlaakith organizzò un raid per distruggere la grande sfera, che ella definì il “Vetro Tagliente”.

In una notte, Auger venne rasa al suolo e data alle fiamme da una spedizione githianky. Cavalieri in sella a draghi distrussero la diga che era stata eretta sul lago, provocando una inondazione di acqua e fango che seppellì la città. Auglos rimase ucciso, la sua grande sfera distrutta e la sua torre demolita come il resto delle altre costruzioni.

A distanza di qualche secolo, sopra la vecchia città di Auger, nuovi coloni diedero vita a quella che ora è la citta universitaria di Saradush. Ancora oggi, in città, qualcuno scava in profondità per cercare tesori nelle vecchie costruzioni di Auger, ma dopo che alcuni mostri sono usciti dal sottosuolo, da qualche anno il governo cittadino ha imposto il divieto di scavo.

E’ ormai notte, e dopo avere ascoltato le interessanti scoperte di Syren, gli avventurieri decidono di accompagnare Odos verso la parte più ad est della città, nel quartiere Basso Fiume, alla ricerca della comunità locale di githzerai che non sembra passarsela bene. Giunti in uno dei quartieri più poveri, gli avventurieri intervengono a bloccare quattro githzerai (che portano una fascia rossa al braccio) che stanno barbaramente picchiando due mendicanti umani.

Odos è inorridito dal comportamento dei suoi simili, ma Ta’Zarrach, uno dei quattro, accusa i mendicanti di compiere ogni genere di reati che poi vengono da qualche tempo addebitato alla comunità githzerai. Egli afferma che il Re Sudicio, il capo dell’organizzazione dei mendicanti, è il regista di questo complotto.

Odos ordina ai quattro di essere immediatamente accompagnato nel posto dove i githzerai risiedono e, nonostante sia privo della vista, inorridisce una volta giunti a destinazione, dopo avere percorso un dedalo di vie e viuzze: la base dei suoi è in un edificio diroccato e fatiscente che da su una piazza in stato di abbandono ed egli non riesce a capire come membri della sua razza, orgogliosa e importante, possano risiedere in queste condizioni.

Dall’interno dell’edificio giungono delle voci concitate, una discussione tesa sta avendo luogo e Odos e gli avventurieri fanno immediatamente il loro ingresso. All’interno, oltre ad una cinquantina di githzerai, gli Eroi di Overlook ritrovano con grande sorpresa una vecchia amica: la bellissima deva Amyria, paladina di Bahamut, intenta ad ascoltare gli umanoidi.

Due giovani githzerai, un maschio di nome Gal’Ott ed una femmina di nome Aziff stavano infatti litigando per decidere il comportamento che dovrà tenere la loro comunità in risposta al clima di odio che da qualche mese si è creato in città nei loro confronti.


Gal’Ott, seguito da una dozzina di simpatizzanti, tutti con una fascia rossa al braccio, sostiene che il responsabile di tutto ciò sia Lord Telicanthus e che per questo debba essere assassinato il più presto possibile.

Aziff, invece, a sua volta sostenuta da circa trenta githzerai e dalla stessa Amyria, sostiene che si debba cercare una soluzione meno diretta, evitando azioni che potrebbero scatenare una rappresaglia molto forte da parte di tutta la città che stravede per l’estroso e famosissimo Lord githianky.

Non appena Odos entra nella stanza, la discussione si interrompe e quando a Gal’Ott e Aziff viene riferito che egli è ormai l’unico leader githzerai ancora in vita nel mondo dei mortali, entrambi gli confermano la loro obbedienza e si rimettono alla sua decisione.