martedì 6 luglio 2010

LVXI - La rinascita di un Eroe

Kythorn 23, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Dopo avere deposto il corpo senza vita di Erystelle in un punto lontano dalla battaglia, Gurdis ed i tre compagni rimasti con lui, hanno la meglio sugli ultimi githyanki rimasti di fronte ad Akma’Ad, aiutati nello scontro da una decina di githtzerai usciti dal monastero.

Il corpo di Eliphas giace invece esanime sulla sommità del promontorio che sovrasta il monastero, a qualche miglio di distanza dai compagni.

Sconfitta l’armata githianky, gli avventurieri vengono accolti nel monastero. Solo una trentina di Gith sono sopravvissuti all’assalto, e tra loro solo uno dei tre leader che si erano radunati ad Akma’Ad: il suo nome è Odos, e nonostante le sue cavità oculari siano vuote, si muove ed agisce come se vedesse normalmente.

Alcuni monaci sono gravemente feriti, e Gurdis si occupa subito di loro nonché di un giovane guerriero nano, che si trovava nei pressi di Akma’Ad e, accorso in aiuto dei monaci, è stato colpito alla testa da un githianky dopo averne abbattuti una decina con la sua ascia. Odos è addolorato e rassegnato, l’incontro ad Akma’Ad (finalizzato a decidere se e come il popolo githzerai avrebbe dovuto intervenire nell’imminente attacco al mondo dei mortali da parte dei githianky) era stato organizzato segretamente solo pochi giorni prima ed egli non riesce a spiegarsi come i githianky ne siano venuti a conoscenza ed abbiano fatto in tempo ad organizzare un raid.

Odos e gli altri due leader appena assassinati, avrebbero dovuto decidere se incontrare o meno altri importanti personaggi che hanno formato un gruppo chiamato La Coalizione, una sorta di gruppo di resistenza che si sta organizzando per fare fronte all’offensiva githianky che, scoprono i personaggi, oltre ad avere attaccato Overlook ha già assaltato altre importanti città nel mondo.

La Coalizione si dovrebbe riunire a Saradush, una città che dista circa una settimana di marcia da Akma’Ad, e Odos, fino a ieri, era dell’idea che il popolo dei githzerai non avrebbe dovuto immischiarsi con questa guerra. Ora le cose, ammette con freddezza e sconforto, sono cambiate, ed egli insieme ai trenta gith sopravissuti non possono che recarsi a Saradush.

Prima però, suggerisce Gurdis, occorre rintracciare la spia che ha passato in qualche modo le informazioni ai githianky. Gli avventurieri hanno già una indiziata: Gallia, una dei githzerai presenti nel monastero. Tokk’it ha riconosciuto il suo tratto nei disegni dei tre leader githzerai ritrovati in uno dei velieri volanti e Odos la manda immediatamente a chiamare.

Durante l’interrogatorio, il chierico di Erathis si accorge che la mente della githzerai è posseduta, come già era avvenuto ad alcune persone ad Overlook poco prima dell’attacco sferrato dal generale Zithiruun. Vedendosi scoperta, Gallia cerca di estrarre da una tasca un piccolo oggetto in vetro piomato e, nonostante Morgan cerchi di bloccarla, riesce ad impugnarlo e ad inviare un messaggio mentale attraverso di esso.

Mentre Gurdis inizia a recitare un rituale divino per cercare di liberare la mente della githzerai, Syren decide interrogare qualche monaco per scoprire se, oltre agli ingressi principali, esiste qualche accesso segreto al monastero dal quale possa essere arrivato l’assassino che, mentre il grosso delle truppe githianky stava compiendo il suo assedio, ha eliminato i due leader. Trovato un cunicolo sotterraneo che porta all’esterno, inutilizzato da anni, decide di percorrerlo dopo avere informato il leader del gruppo e portando con se Morgan.

Le traccie di tre o quattro umanoidi guidano i due avventurieri fuori dal passaggio sotterraneo, in un boschetto poco lontano dal monastero. Guardando verso valle, notano tre figure in fuga, a qualche miglio di distanza. Il mago del gruppo evoca un falcofreccia e gli ordina di raggiungere i fuggitivi, mentre egli e il compagno iniziano a loro volta l’inseguimento. Dopo qualche istante il falco raggiunge i fuggitivi, ma viene immediatamente abbattuto. La distanza tra loro e i due inseguitori è notevole, e per evitare di allontanarsi troppo dai compagni rimasti ad Akma’Ad, Syren e Morgan decidono di desistere dall’inseguimento e di tornare sui loro passi.

Nel frattempo, Gurdis è riuscito nel liberare la mente di Gallia che, esausta e immemore di quanto accaduto negli ultimi giorni, viene fatta tornare dai compagni. E’ sera ormai, e dopo avere consumato un breve pasto ed essersi occupati dei feriti, gli avventurieri si concedono qualche ora di riposo.

Kythorn 24, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Di prima mattina, Gurdis disincanta la potente armatura magica rinvenuta alla Torre di Djamela, nel caos elementare, per ricavare il residuum necessario a celebrare il rituale per tentare di riportare in vita Erystelle. Subito dopo, adagia il corpo senza vita del compagno dinanzi a se, lo cosparge abbondantemente con la magica polvere colore argento e inizia a celebrare il complicato rituale che lo impegnerà per quasi tutta la giornata.

Nel frattempo, Syren e Morgan escono dal monastero e ripercorrono la strada che ha condotto alla morte i loro due compagni, per tentare di recuperare il corpo di Eliphas. Dopo circa mezz’ora giungono sulla sommità del promontorio. Non c’è nessuno ad attenderli e trovano con facilità il corpo del grande arciere drow, depredato dei suoi beni dai githianky che lo hanno ucciso, che si caricano in spalla e riportano ad Akma’Ad.

E’ ormai pomeriggio quando il chierico, stremato per la concentrazione ed il dispendio di energie, termina finalmente il suo rituale per cercare di rianimare il compagno eladrin. Passa qualche istante, e non succede nulla… nella mente di qualcuno, nel gruppo, si fa strada l’ipotesi che il rituale non abbia funzionato, poi, improvvisamente, il corpo senza vita del signore di Dorneryl ha un forte sussulto e l’eladrin effettua un profondo respiro, come se fosse uscito da una lunghissima apnea. I suoi occhi si aprono nuovamente, mentre nel giro di qualche istante i suoi lunghi capelli biondi cambiano colore e diventano completamente bianchi.
La resurrezione non è stata indolore, e lascerà tracce difficilmente cancellabili, ma per Erystelle, alfiere del Drago di Platino, non è ancora giunto il momento di ricongiungersi al suo dio.

Dopo avere celebrato un rituale di riposo inviolato sul corpo di Eliphas, Gurdis si reca a parlare con Odos. Il leader dei githzerai dichiara di avere preso la decisone di recarsi a Saradush, per partecipare all’incontro della Coalizione ed i due convengono di partire il giorno seguente di prima mattina.

Kythorn 25, Anno del Senza Età (1479 c.v.)
Gli Eroi di Overlook, insieme ad Odos e ai suoi trenta monaci iniziano la loro marcia verso Saradush, la grande città del Tethyr famosa per la sua università e per gli artisti che la abitano. Rallentati dai carri che trasportano i feriti, tra i quali il nano Rogar ancora non in grado di reggersi sulle sue gambe, occorreranno sette o otto giorni per raggiungerla.

Kythorn 28, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Dopo quattro giorni di marcia e quattro notti di sosta passate senza problemi, durante il turno di guardia notturno compiuto dal redivivo Erystelle, alcuni githianky tendono un agguato al gruppo. Anche se colti di sorpresa, gli avventurieri riescono facilmente ad abbattere due di loro e a mettere in fuga il terzo, il più abile dei tre. Forse si trattava proprio di Bran’not l’assassino githianky giunto ad Akma’Ad aggregato alle truppe d’assalto, infiltratosi nel monastero e responsabile della morte dei due leader githzerai.

LVX - La morte di Eliphas ed Erystelle

Kythorn 23, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Gurdis guida i tre compagni che sono rimasti con lui (Syren, Morgan e Boranel) contro il grosso delle truppe di assedio mentre i due ranger del gruppo hanno deciso di prendere alle spalle alcune vedette che presidiano dall'alto la zona dello scontro.

Il chierico di Erathis ed i suoi falcidiano i nemici, permettendo ai monaci githzerai di uscire dalla fortezza per stringere gli assedianti in una manovra a tenaglia che nell'arco di pochi minuti decreta la sconfitta dei malvagi Githianky.

Mentre tutto sembra volgere per il meglio, a poche centinaia di metri di distanza si consuma un dramma:

Elfi, chi l'avrebbe mai detto... Eppure, la morte attende anche loro.
Non sono certo sprovveduti, ma la scelta fatta, di separare il gruppo, sarà pagata a caro prezzo.

La salita sembra essere facile, la pietra magica stretta nella mano continua a dar loro la sensazione dell'unione del gruppo... Quanto si sbagliano!

Così Erystelle ed Eliphas continuano a tessere furtivamente la loro imboscata ai poveri malcapitati e sorpresi Ghithianki.

Le rocce che presto cadranno sul campo di battaglia fermeranno questo scempio!
La punizione per questi stolti, avidi e violenti Ghithianki verrà dall'alto come la luce!

Organizzata la fuga con le frecce della dislocazione, preso atto della lontana presenza del drago e del lanciere in fuga dal precedente scontro e considerate le pessime condizioni del drow, scelgono comunque di proseguire e decidono di attaccare nascosti dietro un masso aiutati dalle loro soprannaturali doti furtive.

Portatisi quindi a ridosso dei malcapitati (quattro) Ghithianki in attesa di una morte rapida, si lanciano all'attacco ed è proprio Eliphas con grande velocità, aiutato dalla distrazione delle presunte guardie, ad attaccare il primo dei nemici affondando nelle sue carni una dolorosissima freccia.

Il nemico, tuttavia, non risulta essere una semplice guardia, un brivido gelido attraversa la schiena dei due elfi, non sarà così facile!

Nonostante la paura, gli attacchi dei due elfi abbattono con precisione due bersagli uno dei quali precipita dalla scarpata morendo in mezzo al campo fronteggiante il monastero dove già da qualche secondo i restanti componenti del gruppo stanno dando battaglia alle schiere nemiche.

Il contrattacco dei Ghithianki ai due elfi, purtroppo, non tarda minimamente e pronunciate poche empie parole, uno dei due sopravvissuti, priva i due ranger delle loro risorse d'attacco più importanti. Non possono niente contro tali poteri mentali!

Non rimane che affrontarli con attacchi più comuni e scontati; così i due arceri rimanendo riparati dal masso ingaggiano ancora i Ghithianki che nel frattempo da due sono diventati cinque!

Il terrore inizia a scoraggiare i due elfi, la morte irrisa fino a qualche ora prima, inizia ad essere troppo vicina!

"Non possiamo fuggire!" Eliphas è chiaro, "Non siamo arrivati quassù per non compiere quanto i compagni attendono sotto di noi! I massi devono cadere!"

Così, organizzato l'ultimo attacco con poca chiarezza, sperano in una sempre più eventuale fuga all'ultimo secondo.

Esitare non ha mai prodotto felici risultati e nessuna proroga a tale verità si verifica, infatti, il drago ed il lanciere finora appartati decidono di entrare in battaglia ed avanzati verso Eliphas con grande velocità lo travolgono con un pesantissimo assalto...

E' la fine, Erystelle ed Eliphas se ne rendono conto.

Mentre il drow, già esangue, non può drammaticamente fare altro che difendersi immobilizzato dalla presenza del drago, l'Eladrin si avvicina al ciglio della scarpata nel tentativo di scoccare una preziosissima e vitale freccia della dislocazione, ma imbracciato l'arco viene colpito a morte dall'attacco improvviso di due Ghithianki indiavolati dalla sorpresa subita e dalla perdita di tre dei loro compagni.

La missione è fallita ed il fallimento porta con se oltre all'umiliazione anche la morte di due elfi, due creature fatte di onore travolte dall'odio.

Nessun appello viene concesso agli eroi dai propri Dei, per cui, i ghithianki, non contenti del sangue sparso, infieriscono sui corpi dei due elfi decisi a strappargli l'anima e darla in pasto a chissà quale loro ricordo di guerra e facilmente riescono in tale scopo.

Dei due infallibili arcieri non rimangono che poche macchie di sangue sul suolo polveroso e qualche freccia sparsa in terra.

Erystelle... Eliphas... Eliphas... Erystelle!

ERYSTELLE!!! Grazie Gurdis, grazie amico, ti ho sentito la morte è meno dolorosa...

ERYSTELLE!!! .....