mercoledì 28 aprile 2010

LIII - Naufraghi !

Kythorn 10, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Oltre ad una ingente quantità di monete di platino e di residuum e ad un mantello magico ritrovati in una cassa contenente gli averi di Sarshan, i personaggi rinvengono addosso al corpo del mago githianky uno strano oggetto che attira la loro attenzione: si tratta di una foglia realizzata in vetro piombato che studiata dagli arcanisti del gruppo risulta irradiare un debole bagliore magico.
Nonostante cerchino di capirne la natura, ne Syren ne gli altri riescono a comprenderne l’utilizzo, l’unica cosa che risulta chiara è che la foglia possa servire come strumento di comunicazione.

Dopo avere terminato le ricerche sui corpi dei nemici appena abbattuti, gli Eroi di Overlook iniziano a cercare una soluzione per andarsene dalla torre di Djamela. La situazione non è delle più semplici: l’isolotto di terra galleggiante nel quale era presente il cerchio di teletrasporto che li ha condotti fin qui il giorno prima è scomparso dalla vista, trascinato al largo dalle forti correnti del mare di fuoco che circonda l’isolotto su cui è eretta l’alta torre di ossidiana e non sembrano esserci altre vie di uscita.

Sarshan stava cercando di aprire un portare planare quando è stato raggiunto dagli avventurieri, ma anche se sul suo libro dei rituali rinvenuto dai personaggi è presente un rituale adatto allo scopo, nessuno dei personaggi ha ancora abbastanza potere per poterlo recitare.

Eliphas decide allora di unire le diverse corde presenti negli zaini dei compagni e di calarsi con queste lungo gli oltre 50 metri di altezza della torre per raggiungere la base dell’isola. Giunto sano e salvo a destinazione controlla la zattera ormeggiata che aveva notato il giorno prima e verifica che il legnoferro con cui è realizzata è stato sicuramente protetto magicamente per resistere al mare di fuoco, e che, volendo, potrebbe trasportare tutto il gruppo. Dopo avere recuperato l’armatura magica indossata dal gith scaraventato a terra dai compagni, e che potrebbe essere utile per il leader del gruppo, risale con questa utilizzando la corda.

Il caldo, in fondo come in cima alla torre, è opprimente. Morgan recupera il suo otre per dissetarsi e si rende improvvisamente conto che le riserve d’acqua del gruppo iniziano a scarseggiare: entro un paio di giorni il liquido così comune nel mondo dei mortali, ma così prezioso nel Caos Elementale sarà esaurito !

Gli Eroi di Overlook discutono animatamente sul da farsi, l’ipotesi di salire sulla zattera e di affrontare, armati solo di quattro remi, il mare di fuoco spaventa. Syren è quello più convinto nel voler cercare un’altra via d’uscita: anche se la leggendaria Città d’Ottone è visibile in lontananza, è possibile che siano necessari diversi giorni per raggiungerla, da soli, senza risorse, sopra una zattera in mezzo ad un mare di fuoco.

Infine i personaggi decidono, anche se il mago resta dubbioso, che la mattina seguente si caleranno dalla torre e saliranno sulla zattera per cercare di raggiungere la metropoli degli Efreeti. Prima di concedersi qualche ora di riposo, Syren prova a parlare in lingua abissale (utilizzando un incantesimo per farlo) rivolto alla foglia di vetro trovata poco prima, ma senza nessun esito.

Kythorn 11, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

I personaggi si calano dalla torre di ossidiana, uno dopo l’altro, utilizzando le corde giuntate da Eliphas. Prima che la zattera venga liberata dal suo ormeggio, Syren, ancora riluttante all’idea di affrontare un viaggio apparentemente suicida, decide di rientrare nella torre dall’ingresso principale per cercare un’altra via di fuga. Senza sentire il parere dei compagni ripercorre la strada seguita il giorno prima ma non trova nessun indizio utile, anche perche alcune zone sono ancora presidiate da mostri ed è costretto a percorrerle a gran velocità per evitare di essere bloccato.

Raggiunto nuovamente il tetto della torre di ossidiana, il mago si cala di nuovo con la corda e raggiunge i compagni che erano rimasti nei pressi della zattera. Gurdis gli offre il suo otre affinchè si disseti, ma Syren intuisce che c’è qualcosa di strano nell’improvvisa gentilezza del nano e non accetta l’offerta. In effetti, con la collaborazione di Eliphas, abile nel preparare intrugli alchemici, il chierico aveva aggiunto all’acqua un potente sonnifero, tentando di addormentare il compagno reticente.

Dopo un’ulteriore accesa discussione, i personaggi decidono di affrontare il mare di fuoco e, tutti insieme, salgono a bordo della zattera e mollano gli ormeggi iniziando a remare.

Il caldo è terribile, così vicino al mare di fuoco la temperatura è attorno ai 50 gradi e mette a dura prova la resistenza fisica dei personaggi. E mentre le caratteristiche razziali aiutano Gurdis e Boranel e la provenienza da una zona desertica aiuta Morgan, sono Eliphas e Syren a subire maggiormente gli effetti del calore: dopo una paio di giorni di navigazione, negli otri non c’è più una goccia di acqua e i due avventurieri iniziano a diventare sempre più deboli.

Kythorn 13, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Nel terzo giorno di navigazione, mentre il promontorio dove sorge la Città d’Ottone appare sempre molto lontano all’orizzonte, una strana turbolenza caotica investe la zattera: Boranel viene scaraventato in mezzo al mare di fiamme ma viene prontamente ripescato dai compagni che gli evitano una morte certa.

Kythorn 14, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Il quarto giorno trascorre monotono, e anche se Gurdis continua ad essere fiducioso, Syren ed Eliphas stanno sempre peggio. Nonostante siano stati esclusi dai turni ai remi, sono sempre più deboli ed il calore e la sete li stanno bruciando.

Kythorn 15, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

La città degli Efreeti sembra più vicina, dopo cinque giorni sulla zattera, ma Syren ed Eliphas non resistono più: entrambi nel corso della giornata iniziano a sanguinare dal naso e ad alternare momenti di lucidità a momenti di perdita di conoscenza. Le cure divine del chierico del gruppo non hanno efficacia contro il caldo e la sete e anche Morgan e Boranel cominciano a risentire della mancanza di acqua.

Kythorn 16, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Passata un altra notte, illuminata dal rosso bagliore del mare infuocato, gli Eroi di Overlook sono allo stremo: Gurdis prega la sua dea affinchè la scelta che ha fatto, imponendosi su Syren, non conduca alla morte lui ed i suoi compagni.

Eliphas, gli altri non sanno se durante un momento di veglia o in uno di vaneggiamenti, indica con la mano verso una direzione, i compagni volgono lo sguardo e vedono chiaramente tre alberi e tre vele in lontananza. “Un veliero !, Un veliero planare !”. Con le ultime forze, gli Eroi cercano di attirare l’attenzione del veliero, che seguendo una rotta parallela allo lora si sta dirigendo a vele spiegate verso la Città d’Ottone. In molti sbracciano, ed il mago del gruppo evoca un falcofreccia che fa volare in alto sopra la loro imbarcazione di fortuna per attirare l’attenzione dell’equipaggio.

Passano minuti interminabili, poi il veliero cambia la sua rotta e si dirige verso la zattera dei personaggi: forse anche questa volta tutto volgerà per il meglio. Poco dopo, il grande veliero costruito per resistere al mare di fuoco, giunge in prossimità della zattera. Sulla sua chiglia, ricoperta di rune arcane protettive, è inciso a chiare lettere il suo nome: Stygia.

Un Genasi del fuoco si presenta sul ponte come Bra’Zitch, il capitano del veliero, condotto da un equipaggio di genasi e dragonidi e che trasporta una ventina di passeggeri. Dopo avere interrogato brevemente il gruppo, il capitano chiede l’esorbitante somma di 500 monete d’oro a testa per farli salire a bordo, ma questa volta gli Eroi di Overlook non sono nelle condizioni di poter trattare e accettano la sua richiesta.

Fatti salire a bordo vengono subito dissetati e sebbene esausti trascorrono l’ultimo giorno di navigazione abbastanza tranquillamente fino a quando, sul fare della sera, vedono avvicinarsi le cupole dorate e l’enorme porto della Città D’Ottone, la dimora degli Efreeti, uno dei pochi baluardi di legge e stabilità nell’assoluta entropia del Caos Elementale.

giovedì 22 aprile 2010

LII - Scontro Finale con Sarshan

Kythorn 10, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Erystelle, insieme ad Eliphas, Syren, Boranel ed ai due githianky che si sono arresi al gruppo, giungono, attraverso il portale appena varcato, sul tetto dell’altissima torre di ossidiana, mentre il chierico ed il warlock del gruppo sono ancora impegnati nella stanza sottostante cercando di evitare di rimanere stritolati dalle trappole presenti.

Ad attenderli ci sono una mezza dozzina di guerrieri Githanky, un incantatore della medesima razza e, all’interno di una sfera traslucida di energia due guerrieri Shadar-kai a protezione del famigerato Sarshan, il malvagio trafficante di armi e di mercenari proveniente dalla Coltre Oscura, sulle cui traccie gli Eroi di Overlook sono da mesi in quanto coinvolto nella tentata presa di Winterhaven, nella fallita invasione della valle di Elsir dell’orco Tusk, nella morte di Thorim ed Heian e nell’assedio di Overlook messo in atto dal generale Githianky Zithiruun.

L’arcere eladrin è ferito, e la velocità con cui i personaggi hanno dovuto lasciare la stanza nella quale si trovavano, ha impedito a lui ed ai compagni di riprendere fiato e di curare qualche ferita.

Uno dei due githianky insieme al gruppo tenta di convincere gli altri gith al servizio di Sarshan di desistere dal combattimento: “Sarshan è folle” grida loro, “E’ completamente impazzito, gli esperimenti con il fuoco acido di Djamela lo hanno corrotto... non è più un alleato affidabile !”.

Anche se qualcuno dei guerrieri tentenna, l’incantatore che risulta essere a capo del gruppo ordina in maniera perentoria ai suoi sottoposti di combattere, e questi obbediscono ed iniziano a scagliarsi contro gli avventurieri. Il githianky che si era unito momentaneamente al gruppo viene coinvolto in una lotta con due suoi simili e dopo qualche frangente viene spinto al di la del parapetto, compiendo un volo di 50 metri e andandosi a schiantare nell’isolotto sottostante.

Finalmente arrivano a dare manforte ai compagni anche Gurdis e Morgan, che sono riusciti a raggiungere il portale d’accesso al terrazzo sani e salvi anche se molto affaticati.

Mentre Sarshan continua a recitare un rituale all’interno della sfera di energia che lo protegge, incurante dello scontro, Eliphas inizia a bersagliare i githianky con le sue freccie e ne abbatte un paio. Morgan si getta nella mischia e in maniera molto coraggiosa inizia a lanciare maledizioni ed a colpire gli avversari con i suoi poteri infernali.

Syren, seppure sfinito dopo quasi trenta ore senza sonno, utilizza i suoi poteri da mago del sangue ferendosi volontariamente per potenziare i suoi incantesimi offensivi e riuscendo così ad abbattere un paio di guerrieri.

Erystelle, anche se gravemente ferito, riesce a piazzare un paio di frecce mortali nel petto del mago githianky, che crolla a terra abbandonando al loro destino i pochi guerrieri rimasti. Rifugiatosi in un angolo del grande terrazzo per evitare i gith e per attaccare in sicurezza dalla distanza gli avversari, l’arciere viene però raggiunto a sorpresa dai due Shadar-kai che abbandonano la protezione della sfera in cui si trovavano per chiuderlo in un angolo e per cercare di ucciderlo.

Uno dei due Shadar-kai evoca degli oscuri tentacoli di energia necrotica che spuntano dal pavimento ed immobilizzano Erystelle che, non avendo più le energie per utilizzare il suo passo fatato non vede altra soluzione che quella di gettare a terra il suo fidato arco e di estrarre dal fodero “Artiglio Malvagio”, la spada magica recuperata dal gruppo qualche mese prima alla Fortezza Pietragrigia, dono di Sarshan al malvagio leader degli gnoll Fangren..

Nel frattempo, Syren, Morgan e Boranel utilizzano i loro poteri arcani per abbattere gli ultimi githianky rimasti rivolgendo successivamente le loro attenzioni a Sarshan, ancora al sicuro dentro la sfera di energia.

Morgan crea un momentaneo portale di teletrasporto e tramite questo riesce ad entrare, insieme a Syren, all’interno della sfera protettiva, dove crea un’area di magiche bocche fameliche che attaccano il mercante shadar-kai, costringendolo a combattere. La reazione di Sarshan è tremenda: un’ondata di acido devastante si sprigiona dalle sue braccia travolgendo il warlock che crolla a terra morente.

Gurdis entra all’interno della sfera utilizzando il portale creato dal compagno, e visto che le sue capacità divine di cura sono esaurite ricorre ad una pozione guaritrice per sottrarre l’amico a morte certa. Anche Eliphas, dando dimostrazione di grande coraggio, entra nella sfera e inizia a scoccare freccie in direzione del potente avversario per dare modo al compagno chierico di portare in salvo Morgan. Nel frattempo, Boranel aspetta al varco il nemico: sa che prima o poi Sarshan uscirà dalla sfera protettiva per affrontare a viso aperto gli Eroi di Overlook e prepara un potente attacco che infatti gli scarica addosso poco dopo non appena la sua previsione si concretizza.

Ancora isolato nell’angolo del grande terrazzo, Erystelle attacca con la spada uno dei due shadar-kai ma manca il colpo. La spada, come agendo di volontà propria, continua il suo movimento e ferisce il biondo arcere ad una gamba facendolo cadere a terra morente. Vedendo a terra il fidato compagno di tante avventure, Gurdis si lancia in suo soccorso e mentre Eliphas abbatte con le sue frecce uno dei due shadar-kai somministra anche a lui una pozione guaritrice.

Erystelle si riprende, ma nonostante il compagno lo inviti a rinfoderare Artiglio Malvagio, in quanto ha notato qualcosa di strano che non lo convince affatto in quanto appena successo, non intende imbracciare nuovamente il suo arco e afferma di avere finalmente capito la grande potenza della spada che impugna e che d’ora in avanti utilizzerà solamente quell’arma.

Sull’altro lato del terrazzo, gli altri quattro componenti del gruppo stanno dando fondo alle loro ultime energie contro il nemico giurato. Morgan cade di nuovo a terra morente colpito di nuovo dall’ondata acida lanciata da Sarshan. Syren è allo stremo, ha esaurito tutte le sue risorse arcane ed il continuo ricorso alla magia del sangue lo ha portato ad un passo dalla morte, Boranel ed Eliphas cercano di colpire il nemico tenendosi a distanza, per evitare di essere travolti dai suoi micidiali attacchi.

Il leader del gruppo, raggiunge i compagni e, come per ribadire la superiorità della fede sul male, pianta a terra lo stendardo di Erathis, donatogli dall’amica Haelyn ad Overlook, e tramite questo riesce a creare una area curativa che, seppur minima, permette al warlock di riprendersi ed al mago di resistere.

E’ stata durissima, mai come questa volta il gruppo è stato vicino ad una disfatta totale, ma finalmente insieme, tutti concentrati su un nemico il cui volto è ormai completamente devastato da escrescenze acide causate dai suoi folli esperimenti nel Caos Elementale, gli Eroi di Overlook riescono ad avere la meglio, con le ultime frecce scoccate da Eliphas che si conficcano sul petto di Sarshan e mettono fine alla sua malvagia esistenza.

venerdì 9 aprile 2010

LI - La Torre di Djamela

Kythorn 10, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Con ancora i muscoli tesi per lo scontro sulle pietre galleggianti, gli eroi scendono su terra ferma seguiti dal githyanki ferito. L’isolotto su cui si trovano è cinto da alte mura che, in alcuni punti, sono state distrutte dalle ondate di lava. Al centro del fazzoletto di terra, una torre fatta interamente di ossidiana alta all’incirca duecento piedi si erge solitaria e imponente di fronte al gruppo.

Mentre gli occhi esperti dei ranger esplorano l’area circostante per esaminare vie di fuga e di entrata alla torre, gli altri compagni più diplomatici interrogano il prigioniero gith. Vengono a sapere che un tempo la torre era la dimora di un potente efreeti di nome Djamela, il quale aveva costruito l’edifico parecchio tempo addietro, dopo essere stato scacciato dalla Città d’Ottone per i suoi pericolosi esperimenti con il fuoco acido. Dieci anni fa, però, Djamela sparì nel nulla lasciando la torre incustodita e Sarshan ne approfittò insediandosi.

Dopo la lezioncina di storia è il momento di tornare alla realtà e, dopo essersi fatti descrivere le forze nemiche che avrebbero trovato all’interno, Gurdis tenta diplomaticamente di convincere il prigioniero ferito, astioso nei confronti del suo capo Sarshan, a schierarsi con il gruppo e convincere anche gli altri compagni githyanki dentro la torre a fare lo stesso.

Leggermente riluttante il soldato ferito accetta la proposta degli eroi ed apre il cammino verso l’unica porta di accesso alla torre, arrivati dinnanzi al portone il githianky lo apre leggermente e si infila dentro correndo verso un compagno della sua razza con cui inizia a discutere animatamente…

Ma i due githyanki non sono gli unici ospiti del primo piano della torre. Un gigantesco centauro è in piedi di fronte all’entrata mentre un demone di melma è in attesa sulle scale che scendono verso il basso a sinistra, infine due esseri volanti circondati da lampi di energia elettrica volteggiano su un terrazzo sopraelevato che sembra ospiti un portale di collegamento con gli altri piani della torre.
Il patto con il gith è chiaro, lui stesso aveva sottolineato che sarebbe riuscito a convincere solo i membri della sua razza e anche questi erano in forse, gli altri ,quindi, sono minacce da spazzar via.


La reazione dei due ranger è fulminea: Eliphas ed Erystelle combinando la forza dei propri attacchi, scagliano quattro potenti frecce che si conficcano nel petto muscoloso del centauro che, sbilanciato dalla potenza del colpo, perde l’equilibrio e cade dalla balaustra precipitando nella lava sottostante. Gurdis colpisce il demone con un attacco dalla distanza che però sembra non nuocergli. Intanto Syren, Morgan e Boranel lanciano incantesimi arcani che colpiscono i mostri nella stanza.

Lo scontro è facile per gli avventurieri che in poco tempo riescono a sbarazzarsi dei nemici; ma non appena uccidono anche l’ultima bestiaccia volante si accorgono che il livello della lava sta aumentando velocemente… devono assolutamente raggiungere il portale di teletrasporto; i githyanki sono già lì ed esortano gli eroi a muoversi.

Erystelle e Syren grazie alle loro capacità di teletrasporto riescono a trasportarsi magicamente sul terrazzo sopraelevato portandosi con loro Morgan e GurdisEliphas decide di provare un salto pazzesco per mettersi in salvo sorvolando sei metri di lava e aggrappandosi alla scala, prende una lunga rincorsa lungo la scala e spicca il salto. La potenza impressa dalle gambe è sufficiente e il drow riesce a saltare la pozza di lava ma, arrivato vicino alla scala, perde la presa sul piolo e rimane appeso con le gambe che toccano la lava bruciando la scura carne del ranger.

La fine sarebbe stata certa se il gesto repentino di uno dei githyanki, che si sporge per aiutare l’arciere, non lo avesse tratto in salvo alla svelta.

Adesso sull’altra sponda è rimasto solo Boranel che, da solo, non sa cosa fare per raggiungere gli amici: un salto da dove si trova è impensabile. La soluzione di Erystelle sembra efficace anche se pericolosa: lancia un capo della corda allo stregone che si lancerà nel vuoto sperando che la forza dei compagni sia sufficiente per riuscire a tirarlo su.
Il dragonide prende un respiro profondo e si lancia tenendo la corda ben stretta tra le braccia forti. Dall’altra parte i compagni sono pronti e con prontezza trascinano il loro compagno in salvo, nonostante Boranel abbia cozzato violentemente contro il muro.
La lava continua a salire velocemente e i compagni utilizzano un cerchio di teletrasporto per lasciare la stanza prima che vengo invasa completamente dal fuoco acido.

Tutto è buio quando arrivano, solo Eliphas riesce a scrutare le tenebre e vedere il grande corridoio vuoto davanti al gruppo.

Con la magia arcana Syren illumina la zona circostante e tutto il gruppo inizia, cautamente, a percorrere la stanza. Non appena poggiano piede nella seconda metà del corridoio le pareti e il soffitto iniziano a stringersi e, come se già non bastasse, compaiono due spettri e dalla parte ancora in oscurità del piano emerge un Golem di carne.
Presto il combattimento viene messo in secondo piano, non è possibile uccidere quelle creature e allo stesso tempo riuscire a salvarsi uscendo dalla porta in fondo al passaggio. Così Syren e Boranel si precipitano verso il pesante portone di legno seguiti a ruota dai due Githyanki, accorgendosi però, che la porta è chiusa a chiave ed è necessaria una pesante spallata per sfondarlo.

Gurdis e Morgan sono rimasti leggermente indietro e stanno tentando di tenere a bada l’avanzata dei mostri. Eliphas ed Erystelle invece sono ancora all’entrata della stanza, bloccati dalle magie dello spettro, abbandonati dai compagni.
Il corpo di Eliphas non regge, il dolore per la lava è ancora forte, e cade a terra perdendo conoscenza. È il coraggioso Erystelle a caricarsi l’amico sulle spalle e portarlo oltre l’angolo del corridoio. Ma lo stesso eladrin non è fatto d’acciaio e,nonostante sia riuscito ad avvicinarsi un po’ alla porta, cade anche lui privo di sensi.

La situazione è critica, gli eroi stanno per essere schiacciati in una torre dimenticata dagli dei, nessuno saprà mai della loro fine.

La fortuna però arride loro anche questa volta… Gurdis con le sue abilità taumaturgiche, infonde nuova forza in Eliphas che riesce ad afferrare Erystelle, fargli trangugiare un impiastro curativo e spostarlo al di là della portata delle gigantesche braccia del Golem, ora alle prese con il soffitto che minaccia di schiacciare anche lui. Morgan continua a scagliare incantesimi e, restando accanto a Gurdis, dona insieme al suo leader, una speranza di fuga ai due ranger.
Syren e Boranel cercano di sfondare la porta senza però riuscire nell’intento.

Ormai la morsa delle pareti è micidiale, inizia a mancare lo spazio per muoversi.
Ma viene da Erystelle il gesto che permette a tutti di mettere in salvo la pellaccia, ripresosi grazie alla pozione, e accortosi della situazione critica si lancia con tutta la forza che ha in corpo sulla porta di legno, riuscendo così a spalancarla.
Dietro di essa si apre un portale magico… ovunque porti è sicuramente meglio di dove si trovano ora!

E così, seguendo Erystelle, che dopo aver spalancato il portone è precipitato dentro al varco magico, gli eroi si infilano nel portale sperando che ancora una volta la fortuna li assista.