Lo scontro nella grande sala circolare di fortezza Pietragrigia continua, Thorim non riesce a liberarsi dalla mortale stretta dell'enorme artiglio che fuoriesce dal portale e che, controllato da Fangren, lo sta stritolando; Gurdis è ancora impegnato in mischia dalle due Crocotte, pericolosamente lontano dai compagni; Erystelle, Morgan e Piffin si sono avvicinati allo stregone gnoll ed al suo adepto cercando di abbaterli, mentre Lars è dovuto momentaneamente retrocedere dopo avere subito notevoli ferite. Tutto questo mentre i due gnoll arcieri, appena sopraggiunti, stanno puntando i loro archi lunghi in direzione degli avventurieri.
Proprio gli arcieri, con colpi precisi, colpiscono a morte il ranger del gruppo che deve essere immediatamente soccorso dai compagni per evitare il peggio. Anche il nano guerriero crolla a terra morente, e subito dopo l'artiglio di energia serra la sua presa sul chierico appena giunto dalle retrovie per aiutare i compagni, mentre Fangren continua a colpire con i suoi poteri a base di fuoco e di energia necrotica i personaggi che gli si avvicinano.
Il bardo Piffin riesce a somministrare una pozione curatrice a Thorim, che recupera un pò di energie e, finalmente libero dalla presa dell'artiglio, si getta in mischia con il discepolo di Yeenoghu. E' proprio il guerriero, dopo che le sue ferite sono state completamente rimarginate da una potente cura del chierico, con un colpo ben assestato della sua ascia, a fracassare il cranio dello gnoll, mettendo fine ai suoi sogni di diventare un esarca del suo demoniaco signore.
Nel frattempo, Erystelle e Morgan avevano sopraffatto l'aiutante di Fangren, e Lars era riuscito ad uccidere una crocotta e a fare fuggire l'altra. Restano, come unica minaccia, i due gnoll arcieri appostati sulla balconata che circonda la grande sala.
Il biondo arciere di Dorneryl, utilizza il suo passo fatato per salire sulla balconata ed affrontare faccia a faccia i due nemici. Aiutato dal warlock e dal bardo, rimasti in basso, riesce ad eliminarne uno, mentre Gurdis con un potere divino abbatte l'altro e pone fine al difficile combattimento.
Dopo avere perquisito i corpi dei nemici, i personaggi trovano in un angolo una grossa cassa, all'interno della quale oltre ad alcune pozioni guaritrici e a un bel mucchio di monete d'oro, trovano una piccola fiala contenente qualche grammo di una polvere argentea luminescente: si tratta di Residuum, la materia magica che si ricava disincantando un oggetto magico.
Controllato l'ambiente, i personaggi avvicinano la spada che fu di Arydien, e prima ancora di Sir Keagan, al portale che ancora sussulta di fiamme ed energia proveniente dal Caos Elementale. La flebile voce femminile proveniente dalla spada chiede loro di avvicinare al portale anche il corpo senza vita di qualche Gnoll e gli avventurieri, anche se un pò perplessi, eseguono la sua richiesta. Un fascio di energia fuoriesce dal portale, canalizzandosi verso la spada e un bagliore accecante avvolge la zona per qualche secondo.
Subito dopo gli Eroi di Overlook si ritrovano di fronte, accanto alla spada, una bellissima donna dall'aspetto alieno. La sua pelle è di colore grigio-blu, con delle fasce colorate di colore più chiaro che le decorano il volto e le spalle, i suoi occhi, completamente bianchi , senza pupille..

La donna afferma di chiamarsi Amyria, ed afferma di avere già vissuto molte vite, questa è una delle sue tante rinascite. Lars e Gurdis la riconoscono come appartenente alla razza dei Deva, una razza molto rara nel mondo, discendente dagli angeli che, nell'era della lotta tra Divinità e Primordiali, decisero di abbandonare il loro status per potere vivere la loro esistenza sulla terra mortale.
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Amyria, ricorda vagamente i personaggi e ciò che hanno fatto per portare la spada che conteneva la sua anima presso il portale energetico che le ha consentito di rinascere, sa anche di essere rinata con uno scopo ben preciso, ma al momento ignora quale esso sia. Chiede agli avventurieri di essere portata in un posto tranquillo, possibilmente presso un tempio di Bahamut, in quanto sente di doversi ritirare in preghiera per ritrovare parte delle sue memorie.
Fatta la conoscenza con Amyria, i personaggi, esausti e feriti, decidono di concedersi qualche ora di riposo all'interno della grande stanza per recuperare le loro energie.
Prima di abbandonarsi al riposo, si accende una vibrante discussione tra i due nani del gruppo, Gurdis e Thorim. Subito dopo avere trovato la fiala di residuum tra gli averi di Fangren, si era aperto tra alcuni componenti del gruppo un confronto in merito alle modalità di spartizione dell'oro e degli oggetti magici recuperati durante le avventure. Finora è stato il chierico a capo del gruppo a custodire le ricchezze, distribuendole di volta in volta a chi ne avesse fatto richiesta e in base ai bisogni di ognuno, ma qualcuno degli avventurieri inizia a pensare che forse sarebbe più opportuno spartire subito quanto di volta in volta viene trovato.
Cercando di spronare i compagni a trovare una soluzione condivisa, Gurdis perde le staffe, alza la voce, invoca Moradin, e minaccia che, qualora i compagni non trovassero un accordo ci penserà lui a decidere e non accetterà obiezioni in merito. Thorim non ci stà. E' molto più anziano del giovane chierico, ed è conosciuto per il suo carattere irascibile; si alza in piedi di fronte al leader e lo invita a moderare il linguaggio, a non nominare Moradin invano ed a smetterla di trattare i compagni come servi !
Lo scontro verbale tra i due nani si accende, di fronte agli sguardi stupiti dei tre compagni d'avventura, del bardo Piffin e della bella Deva Amyria, appena svegliatasi dal suo Sonno senza Corpo. Il guerriero accusa di arroganza ed autoritarismo il chierico, mentre questi ribatte accusa su accusa, ricordando come finora il suo operato sia stato onesto e volto al bene del gruppo.
Gurdis, finito di esporre le sue ragioni, smette di fronteggiare il compagno, si siede vicino agli altri alleati e chiede un loro parere sulla questione, dicendosi disponibile a rinunciare al suo ruolo di leader, qualora la maggioranza lo ritenesse opportuno. Il silenzio cala sulla grande sala, per qualche istante nessuno prende la parola, fino a quando Thorim non si avvicina al chierico e gli tende una mano in segno di riconciliazione.
Il guerriero riconosce le qualità e la buona fede del chierico e, chiedendogli solamente di moderare i toni la prossima volta, lo riconferma come sua guida. Il chierico si alza, si scusa ed accetta le scuse del compagno, e l'alterco si risolve con un robusto abbraccio nanico.




