mercoledì 19 maggio 2010

LVI – Gli Efreeti adorano le storie

Kythorn 19, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Erystelle si riprende.

Assistito da Gurdis e dagli altri compagni, si sveglia e dopo un primo momento di agitazione, si rende finalmente conto della maledizione che lo aveva soggiogato da qualche giorno, estirpata dal rituale celebrato dall’amico. Sistemata la questione, gli avventurieri decidono di uscire per cercare di fare qualche acquisto nei famigerati mercati della Città d’Ottone.

Syren e Morgan si dirigono al bazar del Piracolo, famoso per la ricchezza di oggetti magici, e mentre il warlock acquista uno strano oggetto chiamato Dado del Vagabondo, il mago riesce abilmente a vendere la spada Artiglio Malvagio, causa di tanti problemi nell’ultima settimana.

Gli altri componenti del gruppo, ad eccezione del chierico rimasto ad accudire Olga, visitano invece i meravigliosi negozi d’armi di Via dell’Acciaio, nel quartiere delle Guglie Keffin, facendo ottimi acquisti a prezzi vantaggiosi.

Dopo essersi riuniti alla locanda, gli Eroi di Overlook si separano nuovamente: mentre Gurdis e Boranel restano ad assistere la donna, Eliphas si allontana per vedere se esiste la possibilità di recuperare l’oro che è stato loro estorto dal capitano Bra’Tzich e gli altri tre decidono di recarsi nel prestigioso quartiere della Fornace, alla ricerca di Mazarnüür, l’efreeti incontrato sul veliero Stygia, per vedere se questi può aiutarli a ritornare nel mondo dei mortali.

Giunti nella bella residenza dell’efreeti, vengono ricevuti e spiegano al nobile la loro necessità. Mazarnüür, rivela loro di appartenere ad una casata nobiliare minore e che il cerchio di teletrasporto collocato appena fuori la Porta Diamante è controllato da una delle casate più potenti e vicine a Bashmagurda, il signore degli efreeti, quella degli Al’Azek, con la quale la sua famiglia non ha ottimi rapporti.

Mazarnüür spiega anche che un passaggio attraverso il portale che li ricondurrebbe al loro mondo potrebbe costare circa diecimila monete d’oro. I personaggi non dispongono di una somma simile, e a Syren viene un’idea brillante: offre se stesso ed i suoi compagni per narrare la storia delle loro avventure all’efreeti per guadagnare qualche migliaio di monete. La sua proposta viene accolta in maniera entusiastica: il nobile decide di organizzare una serata, tra due giorni, alla quale inviterà la nobiltà cittadina per ascoltare le loro avvincenti storie… sarà un abile mossa per accrescere la fama della sua casata.

Lasciato il quartiere della Fornace, il gruppo si dirige nelle vicinanze del Palazzo di Brace, alla ricerca della residenza della nobile famiglia Al’Azek. Chiedendo informazioni, giungono finalmente ad uno splendido palazzo di basalto, impreziosito da tre grandi cupole dorate e chiedono udienza. Vengono accolti da una decina di arconti di fuoco al seguito di un genasi che li conduce alla presenza di Ajadizann, un giovane esponente della casata.

L’efreeti conferma che la sua casa controlla il cerchio di teletrasporto situato al di fuori della città, collegato con un portale situato nei pressi di Saerloon, una città della Sembia, non lontanissima dal Cormyr e chiede la somma di diecimila monete d’oro per permettere ai personaggi di utilizzarlo. Gli Eroi di Overlook spiegano di non disporre di quella quantità d’oro ed Ajadizann offre loro di spendere la metà qualora si aggregassero ad un'altra spedizione che lascerà la Città d’Ottone il giorno seguente.

Syren decide di proporre anche al rampollo di casa Al’Azek l’idea dello spettacolo basato sulla narrazione delle loro avventure, spiegandogli di avere già un accordo con Mazarnüür e cercando di ottenere un compenso maggiore. Non appena Ajadizann viene a sapere del precedente accordo stipulato tra gli avventurieri ed il nobile della casata antagonista, offre ai personaggi di mettere in scena la rappresentazione la sera successiva nel palazzo degli Al’Azek. Anticipando Mazarnüür lo metterà in ridicolo di fronte a tutta la nobiltà cittadina e, in cambio, i personaggi potranno usufruire gratuitamente del portale che li riporterà a casa.

La proposta è allettante, in una sola serata passata a narrare le loro gesta, i personaggi guadagnerebbero l’equivalente di 100 monete di platino! Syren, e Morgan sarebbero dell’idea di accettare la seconda offerta, ma Erystelle è irremovibile: hanno dato la loro parola a Mazarnüür e non intende ingannarlo.

Ajadizann non accetta però di buon grado la scelta dei tre avventurieri e, forte della superiorità numerica delle sue guardie, dispone che vengano imprigionati all’interno del palazzo fino a quando non avranno cambiato idea.

E’ quasi sera ed Eliphas rientra alla locanda senza essere riuscito nel suo intento: lo Stygia era troppo ben sorvegliato. Stupito di trovarci solo il chierico e lo stregone si avvia insieme a quest’ultimo per cercare i tre compagni.

Dopo qualche ora durante la quale sono stati rinchiusi in una stanza senza finestre, al primo piano del palazzo degli Al’Azek, i tre avventurieri vengono raggiunti dal genasi assistente di Ajadizann che chiede loro di seguirli in quanto l’efreeti desidera parlare con loro. Durante il tragitto nei corridoi del palazzo, i personaggi passano di fianco ad una finestra dalla quale si vede il terreno sottostante. In un istante tutti e tre spariscono dalla vista del genasi, teletrasportandosi fuori dal palazzo, nello spazio compreso tra l’edificio e le mura esterne.

Immediatamente vengono notati dagli arconti di fuoco posti a guardia della dimora che cercano di bloccare la loro fuga. Fortunatamente proprio in quell’istante giungono anche Eliphas e Boranel che danno manforte ai tre fuggitivi permettendo a loro di scappare.

I cinque si recano immediatamente da Mazarnüür per spiegargli quanto accaduto e l’efreeti consiglia loro di nascondersi e di cercare di andarsene dalla città appena possibile in quanto la famiglia Al’Azek è estremamente vendicativa.

La situazione non è delle migliori: gli Eroi di Overlook si sono fatta nemica l’unica famiglia nobiliare che controlla un portale per il mondo dei mortali e non sarà facile andarsene. Raggiunto Gurdis in locanda, il gruppo decide di andarsene immediatamente portando con se anche Olga, ancora delirante per la febbre e le torture subite. La direzione è quella di Porta Diamante.

Attraversando il quartiere della Corveria, i personaggi cercano di raggiungere la zona ovest della città cercando di trovare accesso al portale prima che la famiglia Al’Azek possa disporre un blocco nei loro confronti. Giunti nei pressi della grande Porta Diamante si sistemano in una zona adibita ad accampamento, all’interno delle mura.

Morgan cerca qualche informazione tra le strane creature che popolano l’area e trova tre umani seduti nei pressi di un carro trainato da quattro grandi bestie oscure. L’uomo, che dice di chiamarsi Vasandril, afferma di essere un mercante diretto in sembra e, nonostante appaia alquanto pericoloso e lugubre, offre un passaggio agli avventurieri, che potrebbero nascondersi all’interno del suo carro, in cambio di duemila monete d’oro.Vista la condizione in cui sono, gli avventurieri accettano il passaggio offerto da Vasandril, e aspettano che faccia giorno in attesa che vengano aperte le porte della città.

Kythorn 20, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Non appena si fa giorno, gli Eroi di Overlook si nascondono all’interno del grande carro trainato dalle quattro bestie oscure. Poco dopo sentono il carro muoversi, attraversare un’area molto affollata, a giudicare dai rumori e dalle voci che percepiscono, per poi fermarsi dopo un breve tratto in salita. Gli incantatori del gruppo capiscono immediatamente che all esterno viene dato inizio alla celebrazione di un rituale di teletrasporto e, dopo una decina di minuti, i rumori ed le voci che provenivano dall’esterno del carro cessano improvvisamente.

Il telo che avvolgeva il carro viene scostato dall’esterno: una folata di aria fresca e frizzante giunge come una benedizione per i personaggi, stipati all’interno del carro saturo di aria umida e infuocata.

Bentornati a casa, Eroi di Overlook.

domenica 16 maggio 2010

LV – L’Eretica e la Spada Maledetta

Kythorn 18, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Gli Eroi di Overlook, dopo essere usciti vittoriosi dall’arena, passano a riscuotere il loro compenso e le vincite presso gli scommettitori. Decidono poi di lasciare il quartiere della Corveria dirigendosi verso quello portuale di Iskalat dove si trova la Locanda Tannuti. Mentre sono ancora poco lontani dall’arena, la loro attenzione viene attirata da un gruppo di arconti di fuoco, con armature logore e di diverso colore, che sta spingendo una piccola folla di miserabili in direzione contraria a quella del gruppo.

Syren, l’unico che riesce a comunicare con gli abitanti della Città d’Ottone, riesce ad ottenere da un genasi qualche informazione su ciò che sta accadendo: il gruppo di arconti è al servizio di un’organizzazione, quella dei Carbonari, ai limiti della legalità, mal tollerata negli altri quartieri, che perseguita coloro che adorano gli Dei. In questo momento stanno obbligando con la forza alcuni popolani a raggiungere una piazza poco lontana, dove sorge un tempio di Imix, il primordiale del fuoco, e dove tra poco verrà bruciata una strega: una donna mortale che venera la dea Malora e che ha cercato di diffondere il suo culto nella città degli efreeti.

Gurdis ed Erystelle non impiegano molto a convincere il gruppo, che desiste dal lasciare il quartiere malfamato ed inizia a seguire la piccola folla spinta dagli arconti. Dopo pochi minuti, i personaggi arrivano alla piazza designata per l’esecuzione: è una piccola piazza, sul lato destro un’ampia scalinata di scura ossidiana conduce ad un tempio dedicato ad Imix, mentre su quello sinistro è stata costruita una struttura precaria di metallo. Una donna di mezza età è legata con delle funi di acciaio, sospesa sopra una grande vasca di lava bollente. La donna è completamente nuda, la testa rasata, sul viso e sul corpo numerosi lividi, ferite e segni di profonde bruciature.

Accanto a lei, sulla piattaforma rialzata rispetto alla piazza, ci sono due arconti di fuoco con armature ed armi migliori di quelle degli altri arconti presenti, circa venti, ed un azer, con una veste cerimoniale dai colori sgargianti, rosso ed oro. L’azer, che dice di chiamarsi Gorrongor, aspetta che la piccola piazza si riempia, oltre ai suoi arconti sono presenti un centinaio di popolani, poi inizia la celebrazione. La donna viene accusata di eresia, di adorare la dea Melora del piano astrale, e di avere cercato di diffondere il suo culto nel quartiere della Corveria. Per questo, verrà calata nella lava ed arsa viva.

Per gli Eroi di Overlook ciò che hanno sentito è più che sufficiente: una rapida occhiata tra il chierico di Erathis ed il lord di Dorneryl e nell’arco di pochi secondi la donna non è più legata alla struttura ma tra le braccia di Erystelle che si allontana velocemente dalla piazza. Grazie al passo fatato dell’eladrin a all’anello magico del richiamo di Gurdis, la donna viene sottratta ai suoi torturatori che, dopo un primo momento di sorpresa, si scagliano contro gli avventurieri.

Eliphas e Syren cercano di destreggiarsi tra la folla in fuga e la ventina di arconti di fuoco che cerca di aggirarli. Morgan ne abbatte diversi mentre il chierico del gruppo cerca di coprire la fuga di Erystelle insieme alla donna. Il mago del gruppo combatte con grande generosità ma Gurdis, forse perché troppo concentrato con gli altri compagni, non gli impartisce le adeguate cure divine e lo mette in grave pericolo di vita. Ciò nonostante, i personaggi riescono ad avere la meglio su Gorrongor ed i suoi arconti di fuoco e se ne vanno velocemente dalla piazza, raggiungendo Erystelle che è già arrivato alla Locanda Tannuti.

Giunti nella lussuosa locanda, una delle poche attrezzate con ambienti freschi, i personaggi si prendono cura della donna. Olga, così dice di chiamarsi, ha la febbre molto alta, e alterna momenti di lucidità a momenti di vaneggiamento. Dice di essere giunta nel Caos Elementare insieme ad un gruppo di avventurieri, ora tutti morti, circa un anno prima e che non vede l’ora di potere tornare nel mondo naturale. Rivela ai personaggi che sono disponibili cerchi di teletrasporto appena fuori dalle porte cittadine, ma che il costo per utilizzarli è proibitivo per le sue possibilità.

Gurdis cerca di curare la donna, ma nonostante il suo intervento, servirà del tempo affinché essa possa riprendersi. Prende allora in disparte Eliphas ed insieme al drow decide di ingannare Erystelle, il fedele compagno di tante avventure, somministrandogli del cibo al quale è stato aggiunto un potente sonnifero. L’eladrin non si accorge di nulla, e nel giro di pochi minuti la stanchezza si impossessa di lui che si adagia e cade in un sonno profondo.

Al chierico, leader del gruppo, non è piaciuto dover ricorrere ad un tale espediente, ma la maledizione della spada Artiglio Malvagio sta mettendo a repentaglio la vita stessa di Erystelle, che si rifiuta categoricamente di utilizzare il suo arco nonostante la spada gli abbia già inflitto numerose ferite, ed egli ha il dovere di spezzare questa maledizione.

La spada maledetta viene affidata a Morgan, che insieme a Syren si dirige verso il quartiere del Piracolo alla ricerca di un esperto di magia che possa rimuovere la maledizione. Un genasi dell’aria, esperto in arti arcane, vende loro un rituale che andrà eseguito non sulla spada, ma sulla persona afflitta dal sortilegio. Nel frattempo, il drow del gruppo si dirige da solo nel quartiere delle Guglie Keffin, dove acquista un lupo feroce che intende utilizzare come cavalcatura.

Mentre il warlock decide di passare la notte in un'altra locanda, per tenere la spada il più lontano possibile dal compagno, il mago rientra alla Locanda Tannuti in contemporanea con il drow. Non appena rientrano nella grande sala con piscina, adibita ad ospitare i viaggiatori provenienti dal mondo naturale, trovano Gurdis ed Erystelle impegnati in una lotta. L’eladrin si è svegliato e, non trovando la sua adorata spada ha incolpato di furto il chierico ed ha iniziato a colpirlo in preda ad una furia incontrollabile. Il leader del gruppo, da parte sua, sta cercando di opporsi agli attacchi dell’amico senza causargli dei danni.

Fortunatamente, i nuovi arrivati riescono a bloccare Erystelle e a legarlo utilizzando una corda. Poi Gurdis inizia immediatamente a studiare il rituale portatogli da Syren, sperando che funzioni e che sia in grado di rimuovere la maledizione che grava sull’amico.

Kythorn 19, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Dopo un’intera notte passata a studiare il rituale, Gurdis si sente pronto per recitarlo e, nonostante l’amico non collabori minimamente, lo lancia su di lui cercando di estirpare la maledizione. Lo shock per Erystelle è notevole: gran parte delle sue energie sembrano andarsene insieme alla maledizione ed egli cade a terra svenuto sotto gli occhi dei compagni.


giovedì 6 maggio 2010

LIV – La Città d’Ottone

Kythorn 16, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

E’ ormai sera sul mare di fuoco.
Il vascello planare Stygia, condotto dal capitano genasi Bra’Tzich, tra non molto approderà nel grande porto della Citta d’Ottone. Syren, mentre i compagni riposano sul ponte, si presenta ad un Efreeti passeggero, come loro, del veliero.

L’efreeti, che siede scortato da quattro arconti di fuoco, dice di chiamarsi Mazar’nûûr, e di appartenere alla nobiltà della Città d’Ottone. Il mago del gruppo gli mostra la foglia in vetro piombato recuperata qualche giorno prima sul corpo di uno dei githianky alleati di Sarshan, ma l’efreeti, anche se mostra un certo interesse per lo strano oggetto, dice di non essere in grado di identificarne l’utilizzo.

Poco dopo, lo Stygia entra nel porto dell’esotica metropoli. Riparata alle spalle da un vasto altopiano di basalto, la città è la più grande mai vista dai personaggi. Vasta quanto straordinaria, caratterizzata da enormi palazzi con alte cupole ricoperte di ottone, rame ed oro e da numerosi canali di liquido incandescente che la attraversano.


Gli Eroi di Overlook, scendono dal vascello e sono ancora molto affaticati. A causa della temperatura molto elevata non riescono a recuperare le forze e si mettono subito alla ricerca di un posto dove riposare adeguatamente, immersi nella folla eterogenea ed aliena che popola la zona del porto, composta principalmente da Azer, Salamandre, Genasi del fuoco, Elementali e Giganti del fuoco e qualche Efreeti, sempre scortato da una scorta armata.

La lingua parlata dagli abitanti della città risulta incomprensibile per i personaggi, ma fortunatamente Syren ha la capacità, utilizzando un rituale arcano, di comprenderla ed utilizzarla e grazie a lui riescono a sapere che nel quartiere portuale esiste una locanda, chiamata Locanda Tannuti, adatta ai viaggiatori provenienti dal mondo naturale.

Dopo circa un ora, gli avventurieri arrivano finalmente alla locanda: un grande palazzo di basalto su tre piani. All’ingresso gli accoglie un azer che li accompagna in una zona al piano interrato realizzata per coloro che cercano un pò di fresco nella citta infuocata. La stanza è una grande area con una piscina di acqua fredda al centro, alcuni tavoli con cibo e frutta fresca e numerosi comodi giacigli sul perimetro. L’unico ospite che i personaggi trovano in quest’angolo di paradiso è un umano di mezz’età, di nome Drake.

L’uomo indossa un comodo abito di stoffa a maniche lunghe, una delle quali è raccolta per mostrare chiaramente un bracciale d’acciaio al polso. Su domanda degli avventurieri, l’uomo spiega che il bracciale indica la sua condizione di schiavo (condizione comune alla maggioranza della popolazione) al servizio di un nobile efreeti; Nonostante la sua condizione, Drake dice di potersi permettere ogni tanto una pausa di refrigerio alla Locanda Tannuti e, nel proseguo del colloquio, spiega agli avventurieri che, qualora volessero fare acquisti nei meravigliosi bazar e negozi della città, potrebbero ottenere prestiti anche di grosse somme presso alcuni finanziatori in città.

Dopo avere abbondantemente cenato, gli Eroi di Overlook crollano nei freschi giacigli e si concedono finalmente un po di riposo restoratore. Tutti, tranne Eliphas.

Il drow, infatti, decide di uscire dalla locanda e di recarsi nuovamente nella zona delle banchine dove è ormeggiato lo Stygia. Il pedaggio di 500 monete d’oro estorto loro dal capitano Bra’Tzich per trarli in salvo dalla zattera su cui navigavano non gli è andato giù e vorrebbe cercare di recuperare in toto la somma. Giunto nei pressi del vascello planare, Eliphas sale furtivamente a bordo ma viene poco dopo notato da due arconti di fuoco posti a guardia dell’imbarcazione che lo invitano chiaramente ad andarsene. Per non incorrere in guai seri, l’arcere del gruppo preferisce darsela a gambe rinunciando all’impresa e raggiunge i compagni alla locanda.

Mentre gli altri compagni dormono, la trance di Erystelle viene disturbata da strane visioni:

Inizialmente solo le immagini delle Emerlas, le sue terre nella Selva Fatata, ad apparirgli in sogno. Vede i suoi genitori ed i parenti che abitano l’enorme quercia di Dorneryl, poi le immagini diventano quelle del Palazzo degli Eroi ad Overlook, dove i suoi due cani giocano con i figli della cuoca Dualga. Delle enormi ali di platino attraversano il cielo della sua visione, per lasciar posto ad una scena aliena: quella dell’enorme corpo senza vita di un dio dimenticato che galleggia nel vuoto. Sopra di esso è stata costruita un’enorme città dalle alte guglie argentate, popolata da migliaia di githianky e di loro schiavi.

Poi la scena cambia ancora: adesso c’è una grande ragnatela, numerosi piccoli ragni sono fermi in alcune delle intersezioni, mentre un ragno gigantesco, con la faccia di un githianky, occupa il centro della tela. Ad un certo punto, una vibrazione parte da uno dei piccoli ragni e, attraverso la ragnatela raggiunge il grande ragno al centro. Subito dopo diverse vibrazioni partono dal centro per raggiungere alcuni dei ragni più piccoli.

Nuovamente, la scena onirica viene interrotta dal bagliore di enormi ali di platino, quelle che Erystelle riconosce appartenere al suo dio: Bahamut. Una ragazza bellissima, familiare ma al tempo stesso sconosciuta, appare nella visione e parla direttamente all’arcere eladrin, riconoscendo il suo valore e chiedendogli se vuole diventare uno dei suoi prescelti. L’accettare sarebbe un grande onore per Erystelle, ma egli diventerebbe immediatamente un bersaglio per i nemici del suo dio.
La ragazza suggerisce al signore di Dorneryl di riflettere con attenzione prima di decidere... quando la decisione sarà maturata nel suo cuore, il Drago di Platino lo saprà.

Madido di sudore, Erystelle si desta e resta sveglio fino al mattino.

Kythorn 17, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Di prima mattina, Erystelle si confida con Gurdis, raccontandogli la visione che ha avuto e chiedondogli consiglio. Il nano gli spiega che la nemica giurata del Drago di Platino, dalla quale dovrebbe poi guardarsi qualora accettasse, è Tiamat, la dea dei draghi cromatici, una delle divinità più malvagie del pantheon, e che in questi casi la scelta non può che essere personale.

Dopo aver fatto un abbondante colazione, gli avventurieri decidono di lasciare la Locanda Tannuti per cercarne una meno lussuosa ma più economica e dopo qualche ora si sistemano al Demone Incatenato, una locanda più modesta ma comunque con alcune stanze fresche, sempre nel quartiere portuale di Iskalat. Poi iniziano a muoversi per la città, con Syren che, grazie al suo rituale, riesce a comunicare con gli infuocati abitanti della capitale degli efreeti.

Venuti a conoscenza che nel quartiere Corveria, il più malfamato della città, sono presenti oltre a bordelli e sale da gioco anche delle arene di combattimento, i personaggi decidono di offrirsi come combattenti per guadagnare del denaro da spendere poi nei rinomati bazaar cittadini. Aghlar, un azer che gestisce una delle arene, e lieto di accettare dei combattenti provenienti dal mondo naturale e organizza per il giorno successivo uno scontro per il gruppo.

Kythorn 18, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Gli Eroi di Overlook si presentano all’arena di combattimento a metà mattinata. Dopo avere scommesso su loro stessi, fanno il loro ingresso e scoprono che gli avversari da affrontare sono due giganti del fuoco e quattro salamandre. Sugli spalti, qualche centinaio di spettatori.

Allo scontro, con l’approvazione degli avventurieri, è stata data la caratteristica di essere all’ultimo sangue, per attirare qualche spettatore in più. I personaggi sono carichi e riposati e, nonostante i due giganti si rivelino potenti e temibili, riescono ad avere la meglio e ad abbattere tutti gli avversari. Unico neo, Erystelle si ostina ad utilizzare la spada Artiglio Malvagio, nonostante questa gli provochi numerose ferite, e rifiuta di imbracciare nuovamente l’arco col quale ha compiuto nella sua carriera di avventuriero numerose prodezze.

Gurdis ha inoltre notato che, ogniqualvolta ha invocato la sua dea per curare i suoi alleati e per punire gli avversari, numerose voci di disapprovazione e protesta si sono levate dagli spalti contro di lui: evidentemente, nel Caos Elementale, le divinità non sono bene accette.