giovedì 6 maggio 2010

LIV – La Città d’Ottone

Kythorn 16, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

E’ ormai sera sul mare di fuoco.
Il vascello planare Stygia, condotto dal capitano genasi Bra’Tzich, tra non molto approderà nel grande porto della Citta d’Ottone. Syren, mentre i compagni riposano sul ponte, si presenta ad un Efreeti passeggero, come loro, del veliero.

L’efreeti, che siede scortato da quattro arconti di fuoco, dice di chiamarsi Mazar’nûûr, e di appartenere alla nobiltà della Città d’Ottone. Il mago del gruppo gli mostra la foglia in vetro piombato recuperata qualche giorno prima sul corpo di uno dei githianky alleati di Sarshan, ma l’efreeti, anche se mostra un certo interesse per lo strano oggetto, dice di non essere in grado di identificarne l’utilizzo.

Poco dopo, lo Stygia entra nel porto dell’esotica metropoli. Riparata alle spalle da un vasto altopiano di basalto, la città è la più grande mai vista dai personaggi. Vasta quanto straordinaria, caratterizzata da enormi palazzi con alte cupole ricoperte di ottone, rame ed oro e da numerosi canali di liquido incandescente che la attraversano.


Gli Eroi di Overlook, scendono dal vascello e sono ancora molto affaticati. A causa della temperatura molto elevata non riescono a recuperare le forze e si mettono subito alla ricerca di un posto dove riposare adeguatamente, immersi nella folla eterogenea ed aliena che popola la zona del porto, composta principalmente da Azer, Salamandre, Genasi del fuoco, Elementali e Giganti del fuoco e qualche Efreeti, sempre scortato da una scorta armata.

La lingua parlata dagli abitanti della città risulta incomprensibile per i personaggi, ma fortunatamente Syren ha la capacità, utilizzando un rituale arcano, di comprenderla ed utilizzarla e grazie a lui riescono a sapere che nel quartiere portuale esiste una locanda, chiamata Locanda Tannuti, adatta ai viaggiatori provenienti dal mondo naturale.

Dopo circa un ora, gli avventurieri arrivano finalmente alla locanda: un grande palazzo di basalto su tre piani. All’ingresso gli accoglie un azer che li accompagna in una zona al piano interrato realizzata per coloro che cercano un pò di fresco nella citta infuocata. La stanza è una grande area con una piscina di acqua fredda al centro, alcuni tavoli con cibo e frutta fresca e numerosi comodi giacigli sul perimetro. L’unico ospite che i personaggi trovano in quest’angolo di paradiso è un umano di mezz’età, di nome Drake.

L’uomo indossa un comodo abito di stoffa a maniche lunghe, una delle quali è raccolta per mostrare chiaramente un bracciale d’acciaio al polso. Su domanda degli avventurieri, l’uomo spiega che il bracciale indica la sua condizione di schiavo (condizione comune alla maggioranza della popolazione) al servizio di un nobile efreeti; Nonostante la sua condizione, Drake dice di potersi permettere ogni tanto una pausa di refrigerio alla Locanda Tannuti e, nel proseguo del colloquio, spiega agli avventurieri che, qualora volessero fare acquisti nei meravigliosi bazar e negozi della città, potrebbero ottenere prestiti anche di grosse somme presso alcuni finanziatori in città.

Dopo avere abbondantemente cenato, gli Eroi di Overlook crollano nei freschi giacigli e si concedono finalmente un po di riposo restoratore. Tutti, tranne Eliphas.

Il drow, infatti, decide di uscire dalla locanda e di recarsi nuovamente nella zona delle banchine dove è ormeggiato lo Stygia. Il pedaggio di 500 monete d’oro estorto loro dal capitano Bra’Tzich per trarli in salvo dalla zattera su cui navigavano non gli è andato giù e vorrebbe cercare di recuperare in toto la somma. Giunto nei pressi del vascello planare, Eliphas sale furtivamente a bordo ma viene poco dopo notato da due arconti di fuoco posti a guardia dell’imbarcazione che lo invitano chiaramente ad andarsene. Per non incorrere in guai seri, l’arcere del gruppo preferisce darsela a gambe rinunciando all’impresa e raggiunge i compagni alla locanda.

Mentre gli altri compagni dormono, la trance di Erystelle viene disturbata da strane visioni:

Inizialmente solo le immagini delle Emerlas, le sue terre nella Selva Fatata, ad apparirgli in sogno. Vede i suoi genitori ed i parenti che abitano l’enorme quercia di Dorneryl, poi le immagini diventano quelle del Palazzo degli Eroi ad Overlook, dove i suoi due cani giocano con i figli della cuoca Dualga. Delle enormi ali di platino attraversano il cielo della sua visione, per lasciar posto ad una scena aliena: quella dell’enorme corpo senza vita di un dio dimenticato che galleggia nel vuoto. Sopra di esso è stata costruita un’enorme città dalle alte guglie argentate, popolata da migliaia di githianky e di loro schiavi.

Poi la scena cambia ancora: adesso c’è una grande ragnatela, numerosi piccoli ragni sono fermi in alcune delle intersezioni, mentre un ragno gigantesco, con la faccia di un githianky, occupa il centro della tela. Ad un certo punto, una vibrazione parte da uno dei piccoli ragni e, attraverso la ragnatela raggiunge il grande ragno al centro. Subito dopo diverse vibrazioni partono dal centro per raggiungere alcuni dei ragni più piccoli.

Nuovamente, la scena onirica viene interrotta dal bagliore di enormi ali di platino, quelle che Erystelle riconosce appartenere al suo dio: Bahamut. Una ragazza bellissima, familiare ma al tempo stesso sconosciuta, appare nella visione e parla direttamente all’arcere eladrin, riconoscendo il suo valore e chiedendogli se vuole diventare uno dei suoi prescelti. L’accettare sarebbe un grande onore per Erystelle, ma egli diventerebbe immediatamente un bersaglio per i nemici del suo dio.
La ragazza suggerisce al signore di Dorneryl di riflettere con attenzione prima di decidere... quando la decisione sarà maturata nel suo cuore, il Drago di Platino lo saprà.

Madido di sudore, Erystelle si desta e resta sveglio fino al mattino.

Kythorn 17, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Di prima mattina, Erystelle si confida con Gurdis, raccontandogli la visione che ha avuto e chiedondogli consiglio. Il nano gli spiega che la nemica giurata del Drago di Platino, dalla quale dovrebbe poi guardarsi qualora accettasse, è Tiamat, la dea dei draghi cromatici, una delle divinità più malvagie del pantheon, e che in questi casi la scelta non può che essere personale.

Dopo aver fatto un abbondante colazione, gli avventurieri decidono di lasciare la Locanda Tannuti per cercarne una meno lussuosa ma più economica e dopo qualche ora si sistemano al Demone Incatenato, una locanda più modesta ma comunque con alcune stanze fresche, sempre nel quartiere portuale di Iskalat. Poi iniziano a muoversi per la città, con Syren che, grazie al suo rituale, riesce a comunicare con gli infuocati abitanti della capitale degli efreeti.

Venuti a conoscenza che nel quartiere Corveria, il più malfamato della città, sono presenti oltre a bordelli e sale da gioco anche delle arene di combattimento, i personaggi decidono di offrirsi come combattenti per guadagnare del denaro da spendere poi nei rinomati bazaar cittadini. Aghlar, un azer che gestisce una delle arene, e lieto di accettare dei combattenti provenienti dal mondo naturale e organizza per il giorno successivo uno scontro per il gruppo.

Kythorn 18, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Gli Eroi di Overlook si presentano all’arena di combattimento a metà mattinata. Dopo avere scommesso su loro stessi, fanno il loro ingresso e scoprono che gli avversari da affrontare sono due giganti del fuoco e quattro salamandre. Sugli spalti, qualche centinaio di spettatori.

Allo scontro, con l’approvazione degli avventurieri, è stata data la caratteristica di essere all’ultimo sangue, per attirare qualche spettatore in più. I personaggi sono carichi e riposati e, nonostante i due giganti si rivelino potenti e temibili, riescono ad avere la meglio e ad abbattere tutti gli avversari. Unico neo, Erystelle si ostina ad utilizzare la spada Artiglio Malvagio, nonostante questa gli provochi numerose ferite, e rifiuta di imbracciare nuovamente l’arco col quale ha compiuto nella sua carriera di avventuriero numerose prodezze.

Gurdis ha inoltre notato che, ogniqualvolta ha invocato la sua dea per curare i suoi alleati e per punire gli avversari, numerose voci di disapprovazione e protesta si sono levate dagli spalti contro di lui: evidentemente, nel Caos Elementale, le divinità non sono bene accette.

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