sabato 12 settembre 2009

L'incontro con Piffin il bardo

Mirtul 2, anno del Senza Età (1479 c.v.)

Gli avventurieri si allontanano velocemente dalla scalinata antistante la fortezza e dopo avere trovato riparo in un boschetto adiacente si occupano dell'elfo che li ha aggrediti e che si è dovuto arrendere a loro. Gilgathorn viene spogliato di tutti i suoi averi, molti dei quali si rivelano all'esame arcano di Lars e di Gurdis come oggetti magici che vengono divisi tra i componenti del gruppo. Interrogato su Sarshan afferma di non averlo mai conosciuto e di essersi messo sulle tracce del gruppo solo per guadagnarsi la taglia che pesa sulla loro teste. La sua confessione convince i personaggi che, in attesa di decidere sul suo destino, lo imbavagliano e lo legano saldamente ad un albero in modo che non crei problemi durante il loro riposo.

Il pomeriggio e la nottata passano senza che nessun essere ostile infastidisca l'accampamento. Durante il momento di riposo gli avventurieri decidono di portare l'elfo all'interno della fortezza per rinchiuderlo in un locale adatto, al fine di riportarlo con loro quando torneranno ad Overlook, per affidarlo alla giustizia della città.

Mirtul 3, anno del Senza Età (1479 c.v.)

Al loro ritorno a Fortezza Pietragrigia gli Eroi di Overlook vedono che purtroppo durante la notte le difese sono state ripristinate e 6 gnoll sono in allerta davanti alle porte d'ingresso; uno di loro, armato di arco lungo, sorveglia la zona dall'alto di una balconata.

Gurdis benedice i compagni, ed insieme a loro ripete l'attacco effettuato il giorno prima, con Erystelle e Lars che cercano di abbattere il cecchino mentre Thorim e compagni assalgono frontalmente gli umanoidi di guardia. Fortunatamente le guardie di rimpiazzo si rivelano meno pericolose di quelle combattute in precedenza, ed il gruppo se ne sbarazza velocemente, anche se il cecchino dopo essere stato ferito un paio di volte, preferisce ritirarsi all'interno della fortezza.

Dopo che il nano guerriero ha ripreso in spalla Gilgathorn, sempre legato, gli avventurieri attraversano la grande sala ottagonale all'ingresso e attraverso un portale si trasportano in una stanza più piccola dalla quale scendono delle scale. Dal fondo delle scale giunge il rumore di una discussione animata, in un linguaggio sconosciuto.

Il ranger del gruppo va in avanscoperta e scopre che in fondo alla scalinata si trova una stanza dalla forma particolare, quasi una mezzaluna, dal quale proviene un odore stantio e fetido. Il pavimento e le pareti sono sporchi di sangue scuro essicato, sulla parete opposta alle scale sembrano esserci tre porte chiuse con dei chiavistelli. Un grosso gnoll, con un mazzo di chiavi alla cintura, sta latrando ferocemente all'indirizzo di qualcuno.

Gli avventurieri fanno irruzione nella stanza, tutti tranne il chierico di Erathis che viene momentaneamente bloccato sulle scale da un attacco di un avversario. In totale gli gnoll sono 5, tutti armati con spade lunghe Shadar-kai tranne uno, che utilizza una frusta chiodata. Mentre Morgan ed Erystelle iniziano a selezionare i loro bersagli cercando di abbatterli, Thorim, ascia alla mano, inizia a fronteggiare i nemici. Con un'abile mossa, lo gnoll armato di frusta riesce ad afferrare il nano ed a trascinarlo per qualche metro, in una posizione nella quale si trova circondato di nemici.

Thorim combatte come un leone, e nonostante venga ferito decine di volte dagli attacchi violentissimi degli gnoll sembra essere invincibile. Solo dopo avere subito tante, ma tante ferite cade a terra morente, circondato da avversari che i suoi compagni non riescono a scrollargli di dosso. Finalmente Gurdis riesce a liberarsi ed a raggiungere i compagni, bisognosi come mai delle sue cure e indirizzando i sui poteri di guarigione sul guerriero lo rimette in piedi.

Mentre Erystelle sta combattendo in mischia con il suo arco bruciapelo, la sua attenzione viene attirata da una delle porte chiuse a chiave: qualcuno batte sulla porta e chiede a gran voce di essere liberato, affermando di poter essere di aiuto. Dopo qualche esitazione, l'eladrin decide di fidarsi del proprio intuito e, venendo anche gravemente ferito da uno gnoll nel tentativo, riesce a scassinare il chiavistello e ad aprire la porta della cella. Dal suo interno esce un mezzelfo, biondo con i capelli portati alla maniera degli eladrin, indossa degli abiti da viaggiatore di bella fattura.
Non appena vede chi lo ha liberato sul suo volto appare un'espressione sorpresa e sbigottita, che il ranger di Dorneryl non riesce a decifrare.

Anche se disarmato, il mezzelfo si getta nella mischia e utilizza qualche potere arcano basato sulla modulazione della voce, sconosciuto sia a Morgan che a Lars, per aiutare il gruppo. Anche grazie al suo aiuto i personaggi riescono infine ad avere la meglio sugli avversari. L'ultimo di loro si arrende dopo avere visto cadere tutti i suoi compagni.

Dopo avere liberato altri due prigionieri degli gnoll, un uomo anziano ed il giovane figlio di un proprietario terriero della valle, i personaggi rivolgono la loro attenzione al biondo mezzelfo che dice di chiamarsi Piffin.

Il suo comportamento nei confronti degli avventurieri resta enigmatico, sembra emozionato e insospettisce non poco i componenti dle gruppo quando chiama per nome Gurdis, Erystelle e Morgan. Quando questi gli chiedono di spiegare il motivo per cui li conosca, Piffin non riesce a motivarlo e chiede loro di poter avere un oggetto di sua appartenenza custodito dai suoi carcerieri un una grossa cassa nascosta in un angolo della stanza. Curiosi di capire cosa si celi dietro il suo comportamento, gli Eroi acconsentono e, Morgan si dirige alla cassa per aprirla.

Nel farlo, il warlock viene leggermente ferito alle dita da alcune piccole lame che spuntano dalla serratura, ma questo non sembra creargli nulla se non un pò di bruciore. All'interno della cassa oltre a monete d'oro e di platino, c'è una sacca con degli oggetti che appartengono a Piffin ed uno strumento musicale di pregievole fattura: un liuto. Il mezzelfo chiede che gli venga consegnato e, anche se Gurdis resta molto sospettoso, l'eladrin del gruppo acconsente.

Dopo qualche istante, le corde dello strumento, pizzicate dal bardo, iniziano a risuonare per la stanza accompagnando un canto che narra delle gesta alla Guardia di Bordrin degli Eroi di Overlook: Piffin era lì, ha assitito alla grande vittoria sugli orchi di Tusk ed allora ha deciso di iniziare a comporre una ballata epica sulle gesta dei personaggi. Non gli sembra vero di poterla fare ascoltare ai suoi protagonisti.

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