Con ancora i muscoli tesi per lo scontro sulle pietre galleggianti, gli eroi scendono su terra ferma seguiti dal githyanki ferito. L’isolotto su cui si trovano è cinto da alte mura che, in alcuni punti, sono state distrutte dalle ondate di lava. Al centro del fazzoletto di terra, una torre fatta interamente di ossidiana alta all’incirca duecento piedi si erge solitaria e imponente di fronte al gruppo.
Mentre gli occhi esperti dei ranger esplorano l’area circostante per esaminare vie di fuga e di entrata alla torre, gli altri compagni più diplomatici interrogano il prigioniero gith. Vengono a sapere che un tempo la torre era la dimora di un potente efreeti di nome Djamela, il quale aveva costruito l’edifico parecchio tempo addietro, dopo essere stato scacciato dalla Città d’Ottone per i suoi pericolosi esperimenti con il fuoco acido. Dieci anni fa, però, Djamela sparì nel nulla lasciando la torre incustodita e Sarshan ne approfittò insediandosi.
Dopo la lezioncina di storia è il momento di tornare alla realtà e, dopo essersi fatti descrivere le forze nemiche che avrebbero trovato all’interno, Gurdis tenta diplomaticamente di convincere il prigioniero ferito, astioso nei confronti del suo capo Sarshan, a schierarsi con il gruppo e convincere anche gli altri compagni githyanki dentro la torre a fare lo stesso.
Leggermente riluttante il soldato ferito accetta la proposta degli eroi ed apre il cammino verso l’unica porta di accesso alla torre, arrivati dinnanzi al portone il githianky lo apre leggermente e si infila dentro correndo verso un compagno della sua razza con cui inizia a discutere animatamente…
Ma i due githyanki non sono gli unici ospiti del primo piano della torre. Un gigantesco centauro è in piedi di fronte all’entrata mentre un demone di melma è in attesa sulle scale che scendono verso il basso a sinistra, infine due esseri volanti circondati da lampi di energia elettrica volteggiano su un terrazzo sopraelevato che sembra ospiti un portale di collegamento con gli altri piani della torre.
Il patto con il gith è chiaro, lui stesso aveva sottolineato che sarebbe riuscito a convincere solo i membri della sua razza e anche questi erano in forse, gli altri ,quindi, sono minacce da spazzar via.

La reazione dei due ranger è fulminea: Eliphas ed Erystelle combinando la forza dei propri attacchi, scagliano quattro potenti frecce che si conficcano nel petto muscoloso del centauro che, sbilanciato dalla potenza del colpo, perde l’equilibrio e cade dalla balaustra precipitando nella lava sottostante. Gurdis colpisce il demone con un attacco dalla distanza che però sembra non nuocergli. Intanto Syren, Morgan e Boranel lanciano incantesimi arcani che colpiscono i mostri nella stanza.
Lo scontro è facile per gli avventurieri che in poco tempo riescono a sbarazzarsi dei nemici; ma non appena uccidono anche l’ultima bestiaccia volante si accorgono che il livello della lava sta aumentando velocemente… devono assolutamente raggiungere il portale di teletrasporto; i githyanki sono già lì ed esortano gli eroi a muoversi.
Erystelle e Syren grazie alle loro capacità di teletrasporto riescono a trasportarsi magicamente sul terrazzo sopraelevato portandosi con loro Morgan e Gurdis… Eliphas decide di provare un salto pazzesco per mettersi in salvo sorvolando sei metri di lava e aggrappandosi alla scala, prende una lunga rincorsa lungo la scala e spicca il salto. La potenza impressa dalle gambe è sufficiente e il drow riesce a saltare la pozza di lava ma, arrivato vicino alla scala, perde la presa sul piolo e rimane appeso con le gambe che toccano la lava bruciando la scura carne del ranger.
La fine sarebbe stata certa se il gesto repentino di uno dei githyanki, che si sporge per aiutare l’arciere, non lo avesse tratto in salvo alla svelta.
Adesso sull’altra sponda è rimasto solo Boranel che, da solo, non sa cosa fare per raggiungere gli amici: un salto da dove si trova è impensabile. La soluzione di Erystelle sembra efficace anche se pericolosa: lancia un capo della corda allo stregone che si lancerà nel vuoto sperando che la forza dei compagni sia sufficiente per riuscire a tirarlo su.
Il dragonide prende un respiro profondo e si lancia tenendo la corda ben stretta tra le braccia forti. Dall’altra parte i compagni sono pronti e con prontezza trascinano il loro compagno in salvo, nonostante Boranel abbia cozzato violentemente contro il muro.
La lava continua a salire velocemente e i compagni utilizzano un cerchio di teletrasporto per lasciare la stanza prima che vengo invasa completamente dal fuoco acido.
Tutto è buio quando arrivano, solo Eliphas riesce a scrutare le tenebre e vedere il grande corridoio vuoto davanti al gruppo.
Con la magia arcana Syren illumina la zona circostante e tutto il gruppo inizia, cautamente, a percorrere la stanza. Non appena poggiano piede nella seconda metà del corridoio le pareti e il soffitto iniziano a stringersi e, come se già non bastasse, compaiono due spettri e dalla parte ancora in oscurità del piano emerge un Golem di carne.
Presto il combattimento viene messo in secondo piano, non è possibile uccidere quelle creature e allo stesso tempo riuscire a salvarsi uscendo dalla porta in fondo al passaggio. Così Syren e Boranel si precipitano verso il pesante portone di legno seguiti a ruota dai due Githyanki, accorgendosi però, che la porta è chiusa a chiave ed è necessaria una pesante spallata per sfondarlo.
Gurdis e Morgan sono rimasti leggermente indietro e stanno tentando di tenere a bada l’avanzata dei mostri. Eliphas ed Erystelle invece sono ancora all’entrata della stanza, bloccati dalle magie dello spettro, abbandonati dai compagni.
Il corpo di Eliphas non regge, il dolore per la lava è ancora forte, e cade a terra perdendo conoscenza. È il coraggioso Erystelle a caricarsi l’amico sulle spalle e portarlo oltre l’angolo del corridoio. Ma lo stesso eladrin non è fatto d’acciaio e,nonostante sia riuscito ad avvicinarsi un po’ alla porta, cade anche lui privo di sensi.
La situazione è critica, gli eroi stanno per essere schiacciati in una torre dimenticata dagli dei, nessuno saprà mai della loro fine.
La fortuna però arride loro anche questa volta… Gurdis con le sue abilità taumaturgiche, infonde nuova forza in Eliphas che riesce ad afferrare Erystelle, fargli trangugiare un impiastro curativo e spostarlo al di là della portata delle gigantesche braccia del Golem, ora alle prese con il soffitto che minaccia di schiacciare anche lui. Morgan continua a scagliare incantesimi e, restando accanto a Gurdis, dona insieme al suo leader, una speranza di fuga ai due ranger.
Syren e Boranel cercano di sfondare la porta senza però riuscire nell’intento.
Ormai la morsa delle pareti è micidiale, inizia a mancare lo spazio per muoversi.
Ma viene da Erystelle il gesto che permette a tutti di mettere in salvo la pellaccia, ripresosi grazie alla pozione, e accortosi della situazione critica si lancia con tutta la forza che ha in corpo sulla porta di legno, riuscendo così a spalancarla.
Dietro di essa si apre un portale magico… ovunque porti è sicuramente meglio di dove si trovano ora!
E così, seguendo Erystelle, che dopo aver spalancato il portone è precipitato dentro al varco magico, gli eroi si infilano nel portale sperando che ancora una volta la fortuna li assista.
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