mercoledì 5 agosto 2009

Farewell Heian, farewell Uther

Tarsakh 17, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

Dopo il difficile scontro con gli Shadar-kai nella libreria, i personaggi continuano l'esplorazione del castello dimora di Sarshan, il signore di Forgiascura.
La grande sala adiacente alla libreria, risulta essere senza occupanti, e gli avventurieri iniziano a controllare le stanze periferiche, quelle che danno sulle quattro torri del castello. Nella prima, trovano alcuni Gnoll che stanno discutendo di un arma chiamata Artiglio Malvagio, donata alla loro tribù da Sarshan. Facendo irruzione nella stanza, gli eroi iniziano immediatamente un'accesa lotta con gli Gnoll, due dei quali armati con potenti archi lunghi, e riescono a sopraffarli abbastanza semplicemente.

Stanchi e indeboliti, i personaggi decidono di barricarsi all'interno della stanza, e di passare la notte sperando di non essere chiusi in trappola dal grosso delle forze di Sarshan. La sorte è con loro, e le ore notturne passano senza problemi.

Tarsakh 18, Anno del Senza Età (1479 c.v.)

I personaggi iniziano subito a perlustrare le rimanenti tre stanze, trovando alcuni Shadar-kai ancora nel sonno. Sono gli alchimisti e gli studiosi al soldo del mercante d'armi e, interrogati da Gurdis e Uther, rivelano alcuni dettagli sul loro lavoro al castello e sui contatti esistenti tra Sarshan e Fangren, un potente leader degli gnoll. Dopo avere legato e bloccato in una stanza i prigionieri, gli avventurieri decidono di salire al piano superiore, alcuni utilizzando le scale, altri un sistema di levitazione magica posizionato al centro della grande sala.

La parte centrale del secondo piano del castello è occupata da una fitta e oscura vegetazione, composta da piccoli alberi, siepi e arbusti. Sul lato sud, un ampio portale è chiaramente collegato al tempio dove sono giunti per la prima volta nella coltre oscura i personaggi. Il portale però, pur essendo attivo, non sembra utilizzabile da chiunque.

Improvvisamente, dalla folta e oscura vegetazione, spuntano un enorme scarafaggio grande quanto un bue e tre sciami composti da centinaia di scarabei, velocissimi e voraci. Dopo avere affrontato le guardie di Sarshan e la banda di Gnoll, gli eroi di Overlook non danno troppo peso a questa minaccia... un errore di valutazione che risulterà fatale per due di essi !
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Mentre il chierico ed il warlock cercano di occuparsi dell'enorme scarafaggio, a pochi passi da loro, Heian e Uther vengono sommersi da centinaia di sacrabei, gli insetti sono rapidissimi e attaccano gli eroi innumerevoli volte. La controffensiva dei due compagni riesce solo a diminuire un pò la grandezza degli sciami, senza però riuscire ad eliminarne nessuno dei tre.

Quando Morgan e Gurdis si accorgono che la situazione dei due compagni è critica, ormai è troppo tardi: pur distogliendo la loro attenzione dallo scarafaggio gigante non riescono ad aiutare in tempo gli amici, ormai in gravissime condizioni.

Heian, lo sciamano che tante volte ha salvato la vita dei suoi compagni, viene letteralmente divorato dai malvagi insetti senza che i suoi alleati o il suo fedele spirito compagno, il lupo Fenris, riescano ad aiutarlo. Resta a terra senza vita, in un boschetto oscuro e innaturale all'interno di un castello, nella Coltre Oscura.

Poco dopo anche il barbaro e il warlock corso in suo aiuto crollano morenti sul terreno, ricoperti da decine e decine di scarabei.

Il chierico di Erathis, guida morale e leader del gruppo, non ha più risorse. Si trova a pochi metri dai suoi compagni, uno morto e gli altri due morenti, ed ha esaurito le sue preghiere curative.

Non gli resterebbe che la fuga, ma resta un altro istante, mettendo in opera, invece, un ultimo, disperato, tentativo.

Recupera velocemente dal suo zaino la pergamena con la traduzione, effettuata dagli esperti del consiglio di Overlook, del sortilegio tatuato sul corpo di Uther, che secondo la loro interpretazione dovrebbe liberare il malvagio drago rosso Xaracos dal corpo del barbaro nel quale è imprigionato da quasi venti anni.

La voce di Gurdis risuona potente, anche se rotta dal dolore per le perdite appena subite: "Xaracos, con il potere concessomi da Lady Shils, ti ordino di uscire da Kheyn !".

Alcuni attimi... poi un intenso fulgore avvolge il corpo del barbaro che si contrae in maniera scomposta come in preda a potenti convulsioni. Il cerchio di luce si fa più ampio, e vira dal bianco ad un cupo rosso rubino. Un giovane drago rosso appare di fianco agli eroi morenti, ma nello stesso tempo, magicamente rivitalizzato dal sortilegio, anche Uther si rialza, guardando finalmente negli occhi il malvagio drago nascosto dentro di se per tutto questo tempo, responsabile della morte del padre e dell'esilio della madre.


Mai l'ira del barbaro fu più intensa. Con l'ultimo barlume di lucidità rimastogli, Uther utilizza un potere curativo per salvare da morte certa il compagno warlock che giaceva accanto a lui, per poi gettarsi, al grido di "Sangue chiama Sangue", in uno scontro impari, solitario e disperato contro la sua nemesi: il drago Xaracos.

Gurdis e Morgan, che lo ha raggiunto al centro della stanza, cercano di dare un supporto a distanza al compagno, ma hanno ormai esaurito le loro migliori risorse e il barbaro combatte praticamente da solo. I suoi colpi, inizialmente potenti e precisi, si fanno sempre meno efficaci. Il drago sembra subire ingenti ferite senza accusarle troppo, e con i suoi artigli e il suo soffio infuocato riduce allo stremo l'avversario.

Completamente sordo agli inviti disperati che giungono dai suoi alleati che gli chiedono di fuggire dallo scontro, Uther prosegue a colpire Xaracos con la sua enorme spada, senza rendersi conto che i suoi colpi diventano sempre più deboli e di essere ormai in fin di vita. Un'ultima, potente artigliata del drago gli spezza la schiena, ed egli cade a terra morto, davanti agli sguardi straziati dei suoi compagni.

Immediatamente, capito che non c'è più nulla da fare, i superstiti decidono di andarsene il più velocemente possibile, utilizzando il sistema di levitazione al centro della stanza.

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