Flamerul 1, Anno del Senza Età (1479 c.v.)
Mentre gli avventurieri iniziano a discutere su come disporre dell'enorme quantità di monete che si trovano davanti, uno dei mendicanti rimasto in disparte durante lo scontro ammonisce Gurdis e i suoi: Il tesoro è composto dalle offerte fatte a Tiamat, dea dell'invidia e della cupidigia, in centinaia di anni, da decine di generazioni di mendicanti, e qualora gli avventurieri mettessero le loro mani su di esso, la maledizione della dea sarà su tutti loro.
Il chierico di Erathis ribatte aspramente alle argomentazioni del vecchio mendicante, ed anche Syren, che segue gli insegnamenti di Avandra, appoggia la scelta del leader anche se ha un'idea diversa su come utilizzare il tesoro appena ritrovato. Egli ritiene che debba essere in gran parte donato alla coalizione che sta nascendo, al fine di finanziare la resistenza che dovrà opporsi alle mire conquistatrice dei Githianky.
Il nano non crede alle proprie orecchie: "Donare tutto alla Coalizione ? Non se ne parla !", ma alla fine, convinto anche e soprattutto dal fidato amico Erystelle, accetta la volontà della maggioranza (che non comprende Morgan) che propone di tenere per il gruppo solo alcuni oggetti preziosi, regalando oro, argento e rame agli alleati.
Syren decide allora di tornare in superficie per avvisare Amyria e chiederle di inviare un gruppo di manovali e di guardie fidate per trasportare la massa di monete in un posto sicuro al di fuori del tempio dei mendicanti. Rintracciata la Deva nel quartier generale dei Githzerai, si accorda con lei affinché dopo un paio d'ore venga disposto il trasloco, poi torno nel covo dei mendicanti per riunirsi con il gruppo.
Nel frattempo Boranel, decide di spostare la statua di Tiamat situata sulla parete sud, permettendo al ranger del gruppo di trovare dietro di essa una vecchia porta di legno che sembra inutilizzata da decenni. Aperto il varco, gli avventurieri scoprono un corridoio invaso dalle ragnatele che scende verso il basso. Aprendosi un varco tra le ragnatele, grazie al fuoco magico di Syren, il gruppo al completo giunge alla fine del corridoio, ostruito da numerose pietre che sembrano franate secoli prima.
Dopo circa un'ora, le pietre sono state rimosse, rivelando dietro di esse una robusta porta di legno che gli avventurieri non esitano ad aprire. La porta da su una stanza completamente buia, che dopo essere stata illuminata da un incantesimo di luce magica si rivela come una antica biblioteca. Sulle mensole, però, non c'è più traccia di libri. Al loro posto, su tutte le pareti, migliaia e migliaia di iscrizioni sono state incise in maniera caotica e disordinata sui muri di pietra. Ad averle incise, e appare subito chiaro agli avventurieri, sono stati alcuni esseri scheletrici non morti, le punte delle loro dita affilate come punteruoli.
I non morti si gettano avidamente addosso agli Eroi di Overlook, attaccandoli con i loro arti affilati e cercando di carpire dalle loro menti preziose informazioni. Il cervello di Boranel viene privato di alcuni frammenti di conoscenza, ma poco dopo gli avventurieri guidati dalla luce divina del chierico di Erathis pongono fine alla triste esistenza dei nemici.
Manca ancora del tempo all'arrivo delle guardie di Amyria, così Syren decide di provare a rintracciare qualche informazione utile dalla miriade di iscrizioni presenti sulle pareti della stanza. Con grande abilità riesce a ricomporre il testo di due documenti interessantii: il primo sembra raccogliere alcuni frammenti del diario di Auglos di Nefelus, colui che fondò la città di Auger e che creò la leggendaria grande sfera di comunicazione, il secondo sembra invece riportare una profezia di qualche secolo prima, indirizzata proprio a lui ed ai suoi compagni.
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